|
|
|
BOBBA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze.
Premesso che:
- i giochi d'azzardo, pur essendo legali, possono innegabilmente rappresentare un rischio per coloro che, non riuscendo a controllare i propri impulsi, cadono preda di un vero e proprio vizio, che speso sfocia in una forma patologica detta ludopatia;
- i casi di ludopatie sono in costante aumento a causa di vari fattori, tra cui l'incalzante pubblicità dei giochi, che assumono sempre nuove forme e modalità (lotterie istantanee e differite, poker online, superenalotto, win for live, e altre);
- i dati di uno studio effettuato su 40.000 studenti, condotto dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) attestano che dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi è aumentata dal 40 per cento al 47 per cento, e l'aumento maggiore coinvolgerebbe le ragazze, passate dal 29 al 36 per cento; i maschi passano invece dal 53 al 57 per cento;
- tra questi studenti, nonostante il divieto di legge, circa 550.000 sono minorenni, corrispondenti al 43 per cento dei minori scolarizzati (dati 2009, in crescita rispetto al 38 per cento del 2008);
- sempre secondo detto studio, i giochi in denaro maggiormente praticati dagli studenti, sono nell'ordine il «gratta e vinci» e le lotterie istantanee (34 per cento, dal 28 per cento del 2008), scommesse sportive (17 per cento), lotto e superenalotto (cresciuti dal 9 al 14 per cento);
- per quanto riguarda i contesti di gioco, ai primi tre posti si trovano i locali pubblici non dedicati, come bar, tabaccherie, pub (32 per cento), case private (20 per cento) e sale scommesse (12 per cento);
- il gioco virtuale (internet, telefono cellulare) è utilizzato nel 7 per cento, anche se una quota del gioco praticato nelle case private avviene tramite web;
- la legislazione vigente vieta ai minori di partecipare a giochi d'azzardo con premi in denaro, ponendo delle sanzioni sui gestori, nel caso di scommesse sportive giocate online, nelle ricevitorie, nei casinò e nel caso del poker online, al fine di limitare l'utenza ai soli soggetti maggiorenni;
- il Codacons lamenta una grave falla nel sistema di tutela, rilevando, infatti, come anche i gratta e vinci siano da considerare in tutto e per tutto appartenenti alla categoria dei giochi d'azzardo;
- detto tipo di gioco è quindi vietato ai minori, ma vista la facilità di reperimento, soprattutto nelle edicole, nelle tabaccherie, nei bar e nei distributori automatici, da una parte vi sono numerose possibilità di acquisto dei tagliandi, dall'altro i controlli sono inesistenti, come nel caso dei distributori automatici, o non effettuati dai gestori che, a volte per semplice ignoranza della legge e non rendendosi conto che anche i «gratta e vinci» siano gioco d'azzardo, non si preoccupano di accertare la maggiore età degli acquirenti;
- la recente pubblicità relativa ai giochi d'azzardo non solo non scoraggia il minore in relazione ai rischi in cui potrebbe incorrere, ma vede come protagonisti personaggi del mondo dello sport e beniamini della TV, molto amati soprattutto da un pubblico giovane;
- gli spot risultano poi ingannevoli in quanto lasciano intendere la facilità, quasi l'ovvietà, della vincita, che se, da un lato, può non convincere l'acquirente adulto, di certo illude il giovane minore sulla fattibilità di incassare cifre sostanziose in maniera semplice e con il minimo sforzo;
- negli stessi spot, le forme di tutela e di informazione, come la scritta sulla responsabilità del gioco, minuscola e difficile da cogliere anche per gli adulti, risultano, a parere dell'interrogante, insufficienti ad avvertire gli utenti sulle problematicità del gioco d'azzardo;
- le ludopatie comportano gravi rischi per gli utenti/consumatori, che spesso si traducono in serissimi problemi di salute le cui conseguenze non restano nella sfera privata dell'utente/consumatore, ma si riflettono dapprima sulla famiglia, e successivamente sull'intera collettività, sia per il ricorso al Sistema sanitario nazionale, sia per l'aumento della microcriminalità riconducibili al gioco d'azzardo patologico;
- a parere dell'interrogante, in particolar modo i giovani non vengono adeguatamente formati ad un gioco responsabile e le campagne pubblicitarie alimentano il messaggio diseducativo, essendo tra l'altro trasmesse in fascia oraria protetta.
Si chiede di sapere:
- quali iniziative si intendano porre in essere per tutelare i minori ed evitare che possano essere soggetti a forme compulsive di gioco;
- se non si ritenga doveroso investire in campagne di comunicazione sia nelle scuole che sui media, al fine di rendere i giovani consapevoli e responsabili relativamente ai rischi connessi al gioco d'azzardo.
(5-03290)
|
|
|
|
|
|
«Io sono la madre del bell’amore …». Il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, sta rivedendo gli appunti del discorso del Redentore. Partendo dal passo delle Scritture sul «bell’amore », toccherà temi delicati come sessualità, pedofilia, verginità e celibato. ... [continua]
|
|
|
|
|
|
“Adottare iniziative per tutelare i minori ed evitare che possano essere soggetti a forme compulsive di gioco e investire in campagne di comunicazione sia nelle scuole sia sui media, al fine di rendere i giovani consapevoli e responsabili relativamente ai rischi connessi al gioco d’azzardo”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione al Governo presentata dall’On. Luigi BOBBA (Deputato PD e VicePresidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati).
I giochi d’azzardo, pur essendo legali, possono innegabilmente rappresentare un rischio per coloro che, non riuscendo a controllare i propri impulsi, cadono preda di un vero e proprio vizio, che speso sfocia in una forma patologica detta ludopatia. ... [continua]
|
|
|
|
|
|
 |
|
(s.tre.) - Le importanti tematiche per la salvaguardia ambientale non sono sfuggite al Partito Democratico. Il Gruppo consigliare del Pd ha infatti interrogato il Primo Cittadino Andrea Corsaro, ed il Presidente del Consiglio Comunale, su due importanti questioni: le linee di indirizzo nella gestione integrata dei rifiuti urbani e il risparmio energetico sull’illuminazione pubblica esterna. Ad esplicitare le motivazioni di quanto espresso, i Consiglieri Maura Forte e Gabriele Bagnasco, con l’appoggio di Mino Vittone, Segretario Pd Vercelli Valsesia. A preoccupare il Gruppo -per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti- è l’inceneritore, per il quale scadrà la concessione nel 2012. «Dobbiamo trovare un’alternativa efficace –rimarca la Forte- che tuteli Vercelli. Questa possibilità sarebbe quella di passare alla differenziata in modo completo, fino ad arrivare al 90 per cento. Attualmente, la percentuale di raccolta differenziata della nostra città è del 30 per cento. Gradualmente, da Decreto Legge, gli obiettivi da raggiungere prevedevano: entro il 31 dicembre 2006, il 35 per cento; entro il 31 dicembre 2007, il 40 per cento; entro il 31 dicembre 2008, il 45 per cento; entro il 31 dicembre 2009, il 50 per cento ed entro il 31 dicembre 2011, il 60 per cento. Bisogna prendere atto che il non raggiungimento dei traguardi citati comporta sanzioni alle Amministrazioni, che ammontano circa a 600 mila euro, nell’ultimo triennio per l’Amministrazione Comunale di Vercelli». In effetti, per ora, la raccolta differenziata viene effettuata tramite 400 isole ecologiche diffuse nelle aree cittadine. La raccolta porta a porta resta un servizio attivo solo per la carta. «La soluzione da noi proposta – specifica il consigliere Forte- è quella di inserire il porta a porta per tutti i rifiuti, informando ed incrementando il sistema capillare di informazione verso i cittadini. Così facendo, e togliendo le isole ecologiche, avremmo 60 posti auto in più, la bellezza della nostra città d’arte resterebbe intatta -così da incentivare l’arrivo dei turisti- ed inoltre ci sarebbero nuovi posti di lavoro per portare avanti la campagna divulgativa, senza aumento di spese per gli abitanti. Quello che esponiamo è frutto dell’esperienza di altri comuni, che hanno avuto buoni riscontri, in poco tempo, avvalendosi delle medesime iniziative». Continua Bagnasco: «Un altro contrasto proviene dal fatto che Vercelli non appartiene al Consorzio di bacino, che è il Covevar, il cui Sindaco di Vercelli è Presidente. Per molti comuni limitrofi, questo progetto, usando il porta a port,a darà risultati ottimali. Noi riteniamo che sarebbe corretto che anche Vercelli seguisse analogo modello, poiché non vogliamo un altro inceneritore». Anche sul fronte del risparmio energetico, «occorre agire urgentemente –spiega Bagnasco- favorendo le forme di energia più pulita. Ecco perché interpelliamo il Comune, affinché riveda la linea di indirizzo da dare alla ditta Atena. Dal 2015, saranno tolte dal mercato le lampadine al sodio, preferendo le lampade led che durano di più, consumano meno elettricità ed hanno raggio meno inquinante perché nella produzione dei led non sono utilizzati metalli pesanti. Non necessitano di alcuna attività iniziale – i lampioni possono restare quelli attualmente presenti. In base a questo, sollecitiamo affinché sia presa in considerazione questa riconversione dell’illuminazione pubblica, con l’utilizzo dei led. Attendiamo, il riscontro sul piano di lavoro relativo».
|
|
|
|
|
|
C’è vita in Borsa. E il suo valore è sociale. Nella stagione della crisi finanziaria e nel deserto delle quotazioni, con premiate aziende «for profit» che rinviano lo sbarco in Piazza Affari nel timore delle turbolenze, ecco a tentare la prova del mercato una realtà del mondo «non profit». È Vita spa, il gruppo editoriale che edita il settimanale di riferimento del Terzo settore italiano e il portale Vita.it, e che controlla una società di consulenza, Vita Consulting, specializzata nell’economia sociale. ... [continua]
|
|
|
|
|
Cari soci,
la vicenda della semina illegale di mais transgenico in Provincia di Pordenone non è ancora giunta al suo epilogo.
Da settimane Slow Food Italia e le altre organizzazioni della Task Force per un’Italia Libera da Ogm chiedono al Governo, al Parlamento, alle autorità locali friulane e alla magistratura di intervenire per distruggere il campo. Come fece nel luglio 2003 l’allora Presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo. Un pugno di agricoltori ha compiuto una grave violazione della legge con una forzatura le cui conseguenze sulla nostra agricoltura potranno in futuro rivelarsi molto gravi. E ancora nessuna delle autorità competenti ha avuto il coraggio di prendere l’unica decisione possibile.
Gli Ogm mettono a rischio l’ambiente, la biodiversità, l’economia agricola e non sono sicuri nemmeno sul piano della salute umana. L’abbiamo scoperto martedì 20 luglio a Roma, durante un convegno all’Ara Pacis (sulla home page del nostro sito trovate maggiori informazioni) al quale hanno partecipato molte università italiane, raccontando le loro indagini e ricerche.
Gli Ogm sono una tecnologia obsoleta, anti democratica e pericolosa: solo l’enorme quantità di denaro che muovono (a beneficio di pochi) fa sì che non siano ancora stati abbandonati.
Noi continuiamo la nostra battaglia e con le altre organizzazioni della Task Force ieri abbiamo scritto al Presidente Napolitano.
In allegato trovate il testo della lettera: vi chiediamo di sottoscriverlo e inoltrarlo al Quirinale (ufficiostampa@quirinale.it) e vi chiediamo di diffonderlo a tutti i vostri contatti.
Ne va del nostro futuro.
Grazie per l’aiuto.
Roberto Burdese
Presidente Slow Food Italia
|
|
|