118. Dibattito in Consiglio regionale. Il PD: “La Giunta abbandoni l’idea del trasferimento del personale”

118_15.10.13Il sopralluogo della Commissione sanità presso la centrale operativa 118 di Novara ha confermato quanto avevamo già più volte sostenuto: la qualità del servizio, dopo la riorganizzazione voluta dalla Giunta per “migliorare il 118”, ha ottenuto il risultato opposto: non un miglioramento, ma un peggioramento. Né ci sono stati risparmi, come annunciato, ma il servizio ora più costoso.

Ci sono episodi specifici che dimostrano il peggioramento del servizio: in una area protetta, quella della Bessa (Biella), una donna punta da un calabrone, in pieno shock anafilattico, è stata salvata da un passante che l’ha caricata in macchina e portata da un medico. Il 118 non era riuscito neanche a individuare la zona in cui la donna doveva essere soccorsa. Un altro esempio. Una partoriente, da Viverone è stata portata a Ivrea, dove non c’è un reparto di ostetricia. E’ stata poi trasferita a Cuorgnè, dove ha partorito.

Ci sono altri esempi di questo genere, che rappresentano la sconfitta della riorganizzazione. Anche sul piano economico, poi, i costi sono cresciuti. A Novara, ad esempio, la centrale operativa unica è stata allestita senza utilizzare le apparecchiature della centrale del VCO, che erano state da poco rinnovate.

I costi aumenteranno anche con la gestione del personale che la Giunta ha in mente: un bando di trasferimento volontario per spostare personale dalle Asl alla centrale operativa di Novara. Il bando avrà due effetti, entrambi negativi: o sceglierà la centrale unica il personale utilizzato nell’emergenza (Dea e Pronto soccorso), e questo impoverirà i Dea, costringendo l’Asl a nuove assunzioni o andrà alla centrale operativa personale non esperto, con evidenti problemi per l’efficienza del servizio, dato che quel personale si forma in anni di esperienza.

Per questo oggi abbiamo chiesto alla Giunta regionale di non varare la delibera sul personale, e di ripensare all’organizzazione del 118, in modo da non farne un corpo separato dal resto della sanità piemontese e non disperdere quel patrimonio di professionalità e capacità che il 118 in Piemonte ha sempre rappresentato.

L’Assessore Cavallera ancora una volta ha rifiutato quanto richiesto non solo dal Consiglio regionale, ma dalle associazioni dei medici e dai sindacati. Ha imposto alla sua maggioranza di ritirare un Ordine del giorno, che conteneva richieste analoghe a quelle del PD, così come nella precedente seduta aveva imposto la modifica del testo. Ma questa è solo una vittoria apparente. Rifiutando il confronto e scegliendo la via dell’imposizione, Cavallera ha rivelato tutta la sua debolezza, dimostrando che non esercita il ruolo di responsabile politico della sanità piemontese.