Al fianco della generosità

Dobbiamo aprire una fase nuova, nel corso della quale riconosciamo il Terzo settore come partner del pubblico in grado di costruire una nuova visione economica

In questi anni caratterizzati da una crisi economica che ha portato con sé profonde difficoltà e sofferenze, un insieme di organizzazioni e associazioni, formato da una moltitudine di donne e uomini, ha tenuto in vita i servizi di welfare del nostro Paese. Storie ed esperienze di un’Italia che con operosità e generosità si è occupata delle difficoltà del prossimo.

Un mondo, quello del Terzo settore, che vive dell’azione solidaristica di 301 mila istituzioni non profit, del tempo e della passione di centinaia di migliaia di volontari e operatori sociali, che è promotore di partecipazione e civismo, coesione sociale e cittadinanza consapevole.

È di fronte a questo valoroso impegno che eravamo chiamati a dare delle risposte concrete: con l’approvazione definitiva dei decreti attuativi si chiude l’iter di una riforma attesa da anni e che ha visto coinvolti tutti i soggetti interessati, con una stretta collaborazione tra gli operatori del Terzo settore, il Governo e il Parlamento.

Le sollecitazioni che da più parti provenivano per armonizzare una legislazione disomogenea, confusa e poco chiara, sono state raccolte con cura e attenzione e sono state incanalate nel “Codice del Terzo Settore”, che sarà il faro per tutti coloro che operano in questo campo. Eravamo chiamati a riconoscere gli sforzi di organizzazioni che svolgono un ruolo fondamentale nel nostro sistema di welfare, dandogli la possibilità di operare con meno ostacoli possibili.

E’ per questo motivo che il processo di riforma è stato accompagnato dallo stanziamento di 200 milioni di euro, con un forte investimento sull’autoregolamentazione delle associazioni che operano nel settore: penso alla funzione di controllo che dal Ministero del Lavoro può essere delegata alle reti nazionali, cioè da associazioni costituite da altre associazioni; penso all’istituzione del “Registro unico Nazionale”, gestito su una piattaforma unica nazionale attraverso le Regioni.

Questo provvedimento si inserisce nella costruzione di un sistema di welfare che è un esempio nel mondo: la generosità dei volontari ha rappresentato un’ossatura in grado di reggere l’urto provocato dalle profonde difficoltà economiche e sociali a cui l’Italia è andata incontro nel corso di questi anni. E’ arrivato però il momento di chiudere l’epoca in cui il Terzo settore veniva abbandonato e relegato a risolvere le mancanze dello Stato.

Dobbiamo aprire una fase nuova, nel corso della quale riconosciamo il Terzo settore come partner del pubblico in grado di costruire una nuova visione economica dentro la quale non c’è solo il perseguimento del puro profitto, ma c’è la valorizzazione della costruzione di capitale sociale. E’ per questo che riconosciamo e inseriamo nel nostro ordinamento la nozione di “Terzo settore”, prima d’oggi totalmente assente.

Definiamo un perimetro all’interno del quale ordinare gli sforzi di numerose realtà che finalmente avranno la possibilità di veder riconosciuto il proprio ruolo e la propria azione, in un quadro legislativo che si caratterizza per criteri di trasparenza e omogeneità. In questo modo diventa anche più facile escludere quelle organizzazioni che non perseguono i veri scopi del volontariato e del Terzo settore. Sostenere e riconoscere il Terzo settore vuol dire anche dare vigore e forza all’impegno civico e di cittadinanza attiva che viene fuori da numerose realtà: con la riforma del servizio civile abbiamo teso la mano a chi si dice pronto a tenderne due per la propria comunità.

Chiunque decida di sostenere e far parte di un progetto di “servizio civile”, potrà modellare l’impegno sulle proprie esigenze di vita e di lavoro. In questo modo permettiamo, a chi ne ha voglia, di arricchire il proprio bagaglio di esperienze, riconoscendo a fini formativi e lavorativi il lavoro svolto. La strada da percorrere è ancora lunga, ma oggi segniamo un passo in avanti importante, convinti che la collaborazione e la partnership tra attori pubblici, attori privati e terzo settore, rappresenti lo strumento giusto per la costruzione di un welfare efficiente e funzionale, nel segno della trasparenza e della chiarezza.

http://www.unita.tv/opinioni/al-fianco-della-generosita-terzo-settore/