Alternanza scuola-lavoro, il bilancio è positivo. Ma servono le risorse per rifinanziarla

Il sistema di formazione duale ha comnciato a dare i primi risultati. La sperimentazione ha coinvolto 8 mila studenti. Un emendamento alla manovra punta ora a rifinanziare ed estendere il sistema

Otto su dieci hanno trovato lavoro. Quasi un miracolo nell’Italia della disoccupazione giovanile. Ma quello che i tecnici chiamano sistema di formazione duale sembra davvero funzionare. Ha coinvolto, dal settembre dello scorso anno, circa 8.000 studenti italiani in via sperimentale. “Un ottimo risultato che va incoraggiato”, dice Dario Odifreddi, responsabile della Piazza dei Mestieri di Torino, uno dei centri italiani all’avanguardia nella formazione professionale. Il sistema è semplice: nei centri di formazione e nelle scuole professionali vengono proposti nei primi due anni programmi di studio con l’alternanza scuola-lavoro rafforzata dove già è molto significativa l’esperienza di formazione nelle aziende. Nel terzo anno il corso si svolge tutto in azienda. La sperimentazione ha coinvolto nel primo anno circa 21 mila studenti che hanno seguito almeno 400 ore di alternanza rafforzata. Tra quelli che sono arrivati al terzo anno 10.612 hanno firmato un contratto di apprendistato di primo livello e 1.120 un contratto di terzo livello.

Si tratta ora di trovare nella legge di Bilancio che viene discussa in questi giorni i denari necessari a rifinanziare ed estendere il sistema di formazione duale. Ne parlano questa mattina a Roma la senatrice Annamaria Parente, presentatrice dell’emendamento, il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba, operatori del settore della formazione. L’occasione sarà anche la prima uscita pubblica dell’associazione “Al lavoro”, che riunisce operatori della formazione, sindacalisti, uomini della comunicazione.

L’obiettivo della proposta di emendamento alla finanziaria è quello di rendere strutturale il finanziamento superando la proposta originare di aumentare di soli 5 milioni la disponibilità per i 300 centri che oggi, in 19 regioni, attuano il sistema duale. ”Se si trattasse solo di chiedere l’ennesimo contributo a pioggia – dice Odifreddi – non varrebbe la pena promuovere l’iniziativa. Ma dobbiamo partire dalla constatazione che i cambiamenti nel mondo del lavoro non sono una condanna, sono una sfida. Il lavoro non sta finendo, sta cambiando. Se non modifichiamo radicalmente il nostro sistema formativo, avremo generazioni impreparate di fronte al cambiamento. Il sistema di formazione duale che in Italia ha coinvolto 8.000 ragazzi, in Germania ne interessa già 800.000”.

http://www.repubblica.it/economia/2017/11/15/news/alternanza_scuola-lavoro_il_bilancio_e_positivo_ma_servono_le_risorse_per_rifinanziarla-181144882/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P11-S2.2-T1