Chiamparino: “Il mio non è un ricatto. Sulle tasse dico no a imposizioni per legge”

Il presidente del Piemonte e della Conferenza Stato-Regioni: “Non chiediamo favori. Nel suo complesso la legge di Stabilità va giudicata positiva”

“Il mio non è un ricatto al governo, non siamo bambini. Però vorrei fosse chiaro che il decreto Salva- Regioni non è un favore che chiediamo, ma un problema da chiarire fra Stato e Regioni”. Sergio Chiamparino rassegna le dimissioni durante la prima seduta della Conferenza delle Regioni dopo che la Corte dei Conti ha riscontrato per il Piemonte un disavanzo di 5,8 miliardi di euro nel 2014.

Presidente Chiamparino, il viceministro dell’economia Enrico Morando ha confermato che il decreto Salva-Regioni arriverà la prossima settimana. Perché allora queste dimissioni?
“Il decreto, sul quale peraltro ho avuto rassicurazioni non solo da Morando ma anche da altri livelli del governo, non è legato alla mia scelta. Ho riflettuto e deciso che una Regione nelle condizioni certificate dalla Corte dei Conti non può stare in testa alle altre. Devono essere guidate da un ente che rappresenta il meglio del sistema delle Regioni. Io devo occuparmi del Piemonte”.

Dimissioni irrevocabili?
“Irrevocabili, ma congelate fino all’approvazione della legge di Stabilità. Non sono un irresponsabile e non ho voglia di sbattere la porta quando è in discussione una legge di questa importanza. Che in ogni caso giudico nel complesso positiva per le Regioni”.

Pensava che il tema aperto dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti dovesse essere affrontato diversamente?
“Il decreto è già concordato e approvato. Ma tutto dipende dai tempi per la conversione in legge. Certo poteva arrivare prima e ora dobbiamo gestire le conseguenze. Io sono come San Tommaso. Ho avuto allettanti rassicurazioni, ma se arriva a fine novembre è tardi. Le tasse in Piemonte non le aumento, venga pure il commissario”.

Si è dimesso perché Renzi non l’ha ricevuta?
“Pure illazioni prive di ogni fondamento”

A proposito di tasse, Matteo Renzi ribadisce che per legge nessuna Regione o Comune potrà alzare le tasse. Cosa ne pensa?
“Continuo a pensare che sarebbe difficile un’imposizione per legge. Ci sono automatismi – come quelli per le Regioni che sono in piano di rientro oppure in default – per i quali l’aumento è obbligatorio”.

Il prossimo presidente della Conferenza delle Regioni non avrà vita facile, non crede?
“Una volta chiuso il capitolo della Finanziaria si deve aprire una fase di discussione sul ruolo che il governo assegna alle Regioni. Penso si debba cogliere l’occasione della riforma del Senato per un vero riformismo regionale”.

A proposito di frizioni con il governo, qual è la reazione alle dichiarazioni del ministro della Sanità che ritiene un errore aver assegnato la sanità alle Regioni?
“La Conferenza ha chiesto un incontro per sapere se quella di Beatrice Lorenzin è la posizione individuale di un ministro oppure viene condivisa dal governo”.

Gli aumenti del Fondo nazionale della sanità saranno più contenuti del previsto. Questo è confermato?
“Ci sarebbe un aumento di un miliardo sui 3 previsti, ma piuttosto che il nulla è sempre meglio il “piuttosto”. In ogni caso ci sono tre quesiti aperti che devono essere chiariti: se ci fosse un vincolo sui Lea, l’aumento si ridurrebbe. Poi i soldi per i rinnovi contrattuali. Stanno nel Fondo o no? Terzo è il grande tema dei farmaci innovativi e salvavita. Una risposta o l’altra fa una grande differenza”.

http://www.repubblica.it/politica/2015/10/23/news/chiamparino_il_mio_non_e_un_ricatto_sulle_tasse_dico_no_a_imposizioni_per_legge_-125731712/

Repubblica(23-10-15)Chiamparino