Chiamparino: “L’agenda Carbonato? Anche gli industriali possono sbagliare”

Chiamparino replica alle critiche di Confindustria Piemonte “Nessuna inerzia, la linea è stata concordata tre settimane fa”
«Non voglio alimentare il teatrino. Le polemiche spesso impediscono di vedere i problemi. Ecco perché non intendo dare il via a un gioco delle parti. Anzi, voglio confermare il metodo che fin qui abbiamo seguito: troviamoci e approfondiamo. Non sono immune da errori, ma non è neanche detto che tutto quello che sostengono gli imprenditori sia giusto ». Sergio Chiamparino è in consiglio regionale, le agenzie di stampa hanno appena battuto il comunicato con cui «ringrazia il presidente Gianfranco Carbonato per aver ricordato l’agenda che avevamo approfondito insieme non più di tre settimane fa». Una cartella dattiloscritta per rispondere alle accuse del numero uno di Confindustria Piemonte, riassunte su Repubblica di ieri sotto il titolo: «Caro Chiamparino, serve un’accelerata».
Presidente, Carbonato sostiene che lei è un ottimo governatore ma che una certa inerzia della Regione rischia di danneggiarla. Cosa risponde?
«Ecco, inerzia proprio no. E’ un termine sbagliato. Ci sono di sicuro alcune cose su cui dobbiamo recuperare, ma abbiamo anche giustificazioni oggettive. Forse ci si dimentica troppo in fretta che il Piemonte è l’unica regione che per il bilancio 2013 si è trovata a dover fare fronte a un disavanzo quasi dieci volte superiore a quello rendicontato. Non è che gli appunti della Corte dei Conti possano esserre dimenticati così da un giorno all’altro. Abbiamo dovuto farci carico di questi rilievi».
Vi accusano di inerzia soprattutto sui fondi europei, sostengono che le altre regioni sono più avanti e che il Piemonte rischia di restare indietro. Cosa replica?
«Alcune cose su cui dobbiamo recuperare ci sono. I fondi europei sono una di queste. Sono ritardi dovuti all’esigenza di concentrare risorse finanziarie e personale sulla chiusura dei bandi Por, Fer e Feasr 2007-2013 per non perdere oltre cento milioni di euro che sono una cifra importante per il sistema Piemonte. Credo che su questo punto concordino anche gli industriali».
Vi chiamano in causa anche sul Ceip. Sostengono che non avete una strategia sul futuro del Centro per l’internazionalizzazione che dovrebbe aiutare le imprese sui mercati stranieri e favorire l’attrazione di investimenti esteri. E’ così?
«Ecco su questo punto il mondo industriale forse non è del tutto esente da colpe. Abbiamo condiviso passo dopo passo le mosse per rilanciare il Ceip sulla cui gestione in passato la Regione ha demandato proprio a Confindustria e Camere di commercio il compito ».
Carbonato vi chiama in causa anche sulla sanità. Dice che i privati vanno coinvolti di più. Cosa replica?
«Dopo qualche esitazione iniziale mi risulta che la stragrande maggioranza dei privati abbia siglato gli accordi con l’assessorato sui nuovi budget e questo mi sembra un aspetto positivo per la sanità piemontese».
Spunta un appunto anche sul tema alternanza scuola/ lavoro: cosa replica?
«Per la questione del mercato del lavoro vale la pena di ricordare che le incertezze cui allude Carbonato sono legate alla troppo recente definizione delle leggi nazionali, in attesa delle quali la Regione ha comunque già predisposto tutti i tavoli dedicati allo sviluppo dei vari progetti».
Amareggiato dunque per questo sollecito che arriva dalla classe imprenditoriale anche se poi l’appunto sembra rivolto più alla struttura regionale che a lei?
«Detto che respingo qualsiasi distinzione, nella mia Regione non esiste il singolo, ma un collettivo che punta al gioco di squadra, dico che non sono immune da errori, ma credo che la polemica pubblica non dia grossi risultati. Sono convinto che sia meglio continuare sulla strada intrapresa: discutere tutti insieme. È già accaduto due volte che ci ritrovassimo io e i miei assessori a confrontarci, con tutti i crismi, con i rappresentanti della varie unioni industriali del Piemonte. E’ un metodo da continuare: troviamoci e approfondiamo quel che ci vede in disaccordo. I momenti di confronto sono sempre utili. Detto che non è scontato che tutto quello che dicono gli imprenditori sia per forza sempre giusto».