Etichetta di origine obbligatoria sul riso italiano dal febbraio 2018

Le aziende hanno 6 mesi per smaltire le vecchie confezioni e adeguarsi alla legge

Il 16 febbraio 2018 sarà un giorno storico per l’agricoltura vercellese: in quella data entrerà in vigore il decreto che fissa l’obbligo di etichettatura per il riso italiano. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale è scattato ufficialmente il countdown per l’adozione dei decreti con cui il governo ha sancito l’introduzione dell’etichettatura: «Il decreto prevede una fase di 180 giorni perché le aziende si adeguino al nuovo sistema – sottolinea Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella -, dunque entro il 16 febbraio le vecchie etichette e le confezioni già prodotte dovranno essere smaltite».

Un provvedimento fondamentale per i risicoltori, penalizzati da una situazione di mercato negativa dovuta alla concorrenza internazionale e ai massicci import a dazio zero dall’estremo Oriente: «Con l’etichettatura obbligatoria – precisa il presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo – finisce l’inganno del riso importato e spacciato per Made in Italy: il consumatore potrà conoscere l’origine di uno degli alimenti più presenti sulle nostre tavole».

Un passo verso la sicurezza, insomma. Secondo le stime, un pacco di riso su quattro è realizzato con materia prima straniera, senza indicazioni in etichetta. Non solo un elemento di scelta fondamentale: «Questo impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e l’economia del vero prodotto italiano» dice Moncalvo. Dunque una prima, importante vittoria per i risicoltori vercellesi che, la scorsa primavera, erano scesi a Roma con i «colleghi» di tutta Italia per manifestare al ministro Maurizio Martina la loro preoccupazione. Un appello che il governo ha tradotto con il decreto sull’etichettatura d’origine: «Ora occorre estendere la norma ad altre produzioni come la frutta – chiarisce Dellarole -. Il settore di pesche e nettarine prodotte nella nostra provincia, tra Borgo d’Ale e Cigliano, è in sofferenza con i prezzi di mercato crollati per l’embargo russo e la crisi internazionale».

Piermario Ferraro
Vercelli