Giorgio Napolitano: Giovanni Paolo II e l’Europa. Libertà religiosa e libertà civili

La storia di Solidarnosc rimane uno dei fenomeni più luminosi e significativi della seconda metà del Novecento in Europa. In quel movimento si elaborarono idee e valori di grande rilievo per lo sviluppo complessivo del processo di costruzione europea; da esso venne un contributo essenziale al superamento dello schema che contrapponeva, a un’Europa occidentale, una Europa centro-orientale. Lo si fece da parte di un grande intellettuale militante come Bronislaw Geremek recuperando e rielaborando il concetto di «Mitteleuropa». E nel contempo dalle file di Solidarnosc si selezionò una nuova classe dirigente democratica e di forte ispirazione europeistica per la Polonia.

Dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e del blocco dei regimi comunisti e quindi in preparazione e a coronamento dell’ingresso della Polonia nell’Unione europea, Geremek fu tra gli artefici dell’importante documento conclusivo del Gruppo di riflessione su «La dimensione spirituale e culturale dell’Europa». Sul piano politico e di governo emerse la sapiente figura di Tadeusz Mazowiecki.

Karol Wojtyla, attentissimo al ruolo che la sua ascesa nella Chiesa polacca gli aveva conferito come punto di riferimento spirituale e morale per la nazione intera, si era mosso con estrema intelligenza e ampiezza di orizzonti. Egli colse tutte le opportunità che nell’ambito dei rapporti col potere via via si presentavano per alleviare le condizioni del suo popolo. Anche se ciò aveva provocato incomprensioni da parte del vertice della Chiesa di Roma anche nei rapporti con il cardinal Wyszynski. Giovanni Paolo II continuò comunque, da Pontefice la sua azione in quel senso.

Ma la forza del magistero di Giovanni Paolo II, Papa polacco, nell’ulteriore confronto, per oltre dieci anni, con il comunismo al potere, va individuata nella forte caratterizzazione del suo netto impegno non solo per il rispetto della libertà religiosa bensì per il rispetto di tutte le libertà civili. Ed essa va al tempo stesso individuata nell’orizzonte in cui egli collocò il sostegno a Solidarnosc e alle sue battaglie, e l’auspicata unità, nella democrazia, di tutta l’Europa: l’orizzonte cioè della distensione tra Est e Ovest, dell’avvio al superamento della guerra fredda.

Ho già avuto occasione in altre sedi di sottolineare come il blocco dei regimi comunisti, la divisione dell’Europa tra due blocchi ideologici militari e politici, quel muro che era apparso incrollabile si ruppe non nel novembre del 1989 a Berlino, ma sei mesi prima a Varsavia. E questo va detto in omaggio al popolo polacco, al movimento dei lavoratori guidato da Solidarnosc, alla Chiesa polacca e a Karol Wojtyla nella suprema autorità da lui assunta come Pontefice dall’ottobre 1978.

di Giorgio Napolitano

http://www.osservatoreromano.va/it/news/liberta-religiosa-e-liberta-civili

OsservatoreRomano(19-10-16)NAPOLITANO

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