Giovani, Bobba: “Dalle decontribuzioni al servizio civile, ecco il piano del governo”

Dire, Agenzia di Stampa nazionale, 07 Aprile 2017

ROMA – Riforma del servizio civile, contributo per i consumi culturali e decontribuzione triennale per le aziende che assumono gli under 35. Sono le tre azioni del governo per i giovani, al centro della videointervista alla Dire di Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali.

“In Gazzetta ufficiale è gia stata pubblicata la riforma del Servizio civile- ha detto Bobba- che diventa universale, cioè aperto a tutti quei giovani che chiederanno volontariamente di fare un servizio civile per la comunità. Per il 2017 abbiamo risorse per circa 50mila giovani, che avranno l’opportunità di mettersi alla prova, non solo di fare qualcosa di utile per la nostra comunità ma di acquisire delle competenze spendibili nel mercato del lavoro”.

In secondo luogo, ha aggiunto il sottosegretario, “è stata confermata ’18app’, partita l’anno scorso, ovvero un contributo per consumi culturali, musei, musica, spettacoli dal vivo per giovani che compiono 18 anni. Era per l’anno scorso lo è anche per quest’anno. Insomma la cultura come strumento per sconfiggere la paura”.

In terzo luogo, ha detto ancora Bobba, “c’è un insieme di provvedimenti che hanno a che fare con ‘Garanzia giovani’. C’è stato un lavoro che ha visto iscriversi un milione di giovani a questa piattaforma, con mezzo milione che ha ottenuto un’opportunità di formazione o primo inserimento lavorativo. In particolare 9.000 sono stati inseriti nel servizio civile e attraverso di questo hanno trovato una via anche per il lavoro”.

Nella prossima legge di bilancio, ha detto il sottosegretario Luigi Bobba alla Dire, “ci sarà una norma per dotare ogni giovane di una dote contributiva. Tutti i giovani con meno di 35 anni avranno nel proprio zainetto una decontribuzione pari a tre anni e le imprese che li assumeranno non pagheranno i contributi. E’ una forte spinta che il governo vuol dare per contrastare disoccupazione giovanile. E’ vero che in questi ultimi tre anni è diminuita di circa 8 punti, da 43 a 35, ma è anche vero che è ancora troppo alta e quindi bisogna affrontare in maniera decisa e prioritaria la mancanza di lavoro per i giovani. Credo che questa strada darà risultati importanti”.