I Corpi Civili di Pace per gestire i conflitti e nella Terra dei Fuochi

Corpi Civili di Pace per gestire i conflitti e nella Terra dei Fuochi

di Emiliano Moccia

ROMA – In quattro aiuteranno i rifugiati colombiano vittime di violenza in percorso di reinserimento sociale. Altri sei saranno impiegati in attività tese a favorire la riconciliazione tra le comunità del Kosovo. Altri quattro lavoreranno alla gestione dei conflitti sociali nell’emergenza post terremoto ad Haiti. Sempre in quattro si adopereranno per la promozione della solidarietà e della tolleranza tra comunità ospitanti e rifugiati siriani in Giordania. Mentre in venti si metteranno al servizio delle comunità marchiate dalla cosiddetta Terra dei Fuochi. Immaginare un altro mondo è possibile. Un mondo fatto di relazioni, di cooperazione, di altruismo, di solidarietà. Un mondo che parte dai più giovani per seminare speranza e possibilità concrete di pace e sviluppo. I primi 97 giovani volontari di età compresa fra i 18 ed i 29 anni che saranno impegnati nei Corpi Civili di Pace, hanno iniziato il loro periodo di formazione che li preparerà ad essere pronti ad affrontare tutte le situazioni che si troveranno a vivere durante i dodici mesi di durata previsti dal servizio.

DALLE AREE A RISCHIO ALL’EMERGENZA AMBIENTALE

Amesci, Caritas Italiana, Università degli Studi di Bari, Fondazione Avsi, Focsiv ed altre. In totale, quindi, sono 97 i giovani Corpi di Pace che saranno impegnati in dodici progetti in “aree a rischio di conflitto o post conflitto” nei seguenti Paesi: Tanzania, Libano, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Perù, Guinea Bissau, Equador, Giordania. Sette, invece, sono i progetti “nell’area dell’emergenza ambientale” di cui quattro all’estero (Filippine, Haiti, Perù) e tre in Italia. I Corpi Civili di Pace, dunque, sono «una sperimentazione attraverso cui l’Italia rafforza il suo impegno per promuovere la pace e la cooperazione tra i popoli» ha detto Luigi Bobba, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’aprire il primo corso di formazione. Perché non ci sono dubbi: quella appena avviata è

«una novità assoluta per il nostro Paese che, grazie ad una norma contenuta nella Legge di Bilancio del 2015 vuole sperimentare, attraverso dei suoi giovani, un’originale presenza del nostro Paese in situazioni segnate da conflitti o da emergenze ambientali per promuovere il dialogo e la solidarietà con chi si trova in condizioni di particolare bisogno»

UN ALTRO BANDO PER 400 POSTI

Inoltre, attraverso il Dipartimento della gioventù e del Servizio civile verranno presto messi a bando altri 400 posti per giovani che vogliono cimentarsi in un’esperienza qualificante e impegnativa e che godranno dello stesso trattamento riservato ai loro coetanei impegnati nel Servizio civile all’estero. corpocivileDa ricordare, che ai volontari dei Corpi Civili di Pace spetta un assegno mensile di 433,80 euro. «Al termine della sperimentazione – ha concluso Bobba – vedremo come dare forma stabile al Corpi Civili di Pace anche seguendo le indicazioni contenute nella legge 145 del 21 luglio 2016, dedicata alle missioni internazionali, che prevede appunto l’intervento dei Corpi civili di pace nell’ambito delle missioni internazionali in cui l’Italia è impegnata».

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