Il non profit studia le leve della finanza

n comune hanno la terminologia inglese: si chiamano, a seconda dei casi, impact investing, social lending, equity crowdfunding. Analoga anche la finalità, al netto delle differenze di natura tecnica: sono strumenti per migliorare la dotazione finanziaria delle organizzazioni di terzo settore, soprattutto delle imprese sociali, enti che declinano nell’attività produttiva di beni e servizi la propria natura non profit e gli scopi di interesse generale.

La riforma del terzo settore, in particolare il decreto legislativo n.112/17, ne promuove lo sviluppo, sia attraverso consistenti agevolazioni fiscali per gli investitori, sia grazie all’attenuazione dello storico vincolo alla distribuzione degli utili, che dovrebbe consentire di attrarre i capitali cosiddetti “pazienti”, che non vengono allocati con finalità speculative, ma con obiettivi di crescita equilibrata e sostenibile nel medio-lungo termine.

Che destino avranno questi strumenti? Andranno incontro a un alto gradimento e diventeranno una leva per lo sviluppo del terzo settore cosiddetto “evoluto” oppure, esaurito l’entusiasmo dei primi approcci, resteranno deboli e marginali?

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-12-18/il-non-profit-studia-leve-finanza-081052.shtml?uuid=AEMnKxTD

Sole24Ore(18-12-17)