Intervento in qualità di relatore legge di stabilità

XI Commissione
SOMMARIO

Martedì 23 ottobre 2012

SEDE CONSULTIVA:

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013). C. 5534-bis Governo.

Luigi BOBBA (PD), relatore, osserva che la manovra di bilancio all’esame della Commissione si compone – come previsto in base all’articolata riforma della contabilità pubblica introdotta con la legge n. 196 del 2009 – del disegno di legge di stabilità, presentato annualmente dal Governo alle Camere, che sostituisce il precedente disegno di legge finanziaria, e del disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato, che illustra le entrate e le spese dello Stato relative al triennio della manovra finanziaria.
Con riferimento al bilancio di previsione per il 2013 e al bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015, fa notare che la XI Commissione è chiamata ad esaminare, limitatamente alle parti di competenza, lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Tabella n. 4) e, con riferimento a specifiche e limitate voci, anche lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (Tabella n. 2).
Per quanto riguarda lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rileva che nella Nota integrativa si evidenzia che l’impegno programmatico del Ministero, al fine di arginare gli effetti della crisi economico-finanziaria che sta attraversando il Paese, già avviato con le recenti riforme della previdenza e del mercato del lavoro, prosegue nel prossimo triennio privilegiando la stabilità, il risanamento finanziario e la ripresa economica, attraverso lo sviluppo di iniziative già avviate e rispettando gli impegni concordati in sede europea; in particolare, i settori strategici per l’azione dell’Amministrazione concernono principalmente i settori in cui le tensioni sono più presenti, derivanti dall’ampliamento della domanda di concessione della cassa integrazione e dall’incremento dei tavoli di conciliazione e mediazione. Inoltre, fa presente che si ritiene indispensabile sviluppare gli strumenti, non solo formativi, atti a rilanciare la domanda di forza lavoro, con particolare riferimento a giovani e donne: a tale programma si affiancano le attività di indirizzo, coordinamento e vigilanza in materia previdenziale ed assistenziale.
Per quanto concerne gli aspetti organizzativi, fa notare che nella Nota si evidenziano le esigenze di razionalizzazione degli apparati organizzativi e funzionali del ministero in vista di una sua revisione strutturale, richiamando, in particolare, il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero adottato con il decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2011, n. 144, con cui si è data attuazione alle misure di contenimento della spesa, relative alle strutture e agli organici, previste dalla recente legislazione.
Per quanto attiene ai dati di bilancio, facendo rinvio alla documentazione contabile a disposizione della Commissione, nonché alla documentazione di supporto predisposta dagli uffici (da cui emerge, in particolare, una preoccupante riduzione delle risorse destinate a importanti capitoli di spesa, relativi – ad esempio – agli istituti di patronato e di assistenza sociale, al diritto al lavoro dei disabili, ai servizi e sistemi informativi per il lavoro, al lavoro giovanile e femminile, materie sulle quale ritiene si registri una grave lesione dei diritti dei cittadini), evidenzia che all’interno dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali le principali «Missioni» riguardanti il settore del lavoro e della previdenza sociale sono le seguenti: Politiche previdenziali (25), Politiche per il lavoro (26), Diritti sociali, politiche sociali e famiglia (24), Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti (27), Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche (32) e Fondi da ripartire (33). Per quanto riguarda lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (Tabella n. 2), tra le limitate voci di interesse per la XI Commissione segnala, in particolare, i programmi «Promozione e garanzia dei diritti e delle pari opportunità», «Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale – trasferimenti agli enti ed organismi interessati» e «Infortuni sul lavoro».
Passando, quindi, al disegno di legge di stabilità, fa presente che le disposizioni di interesse della XI Commissione sono contenute agli articoli 2, 3, 4, 7, 8 e 12.
Segnala che l’articolo 2 reca disposizioni relative ai trasferimenti a favore di alcune gestioni previdenziali dell’INPS. In particolare, fa notare che la norma determina l’adeguamento, per l’anno 2013, dei trasferimenti dovuti dallo Stato verso la «Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali» (GIAS) presso l’INPS, a favore di alcune specifiche gestioni pensionistiche (Fondo pensioni lavoratori dipendenti, Gestione dei lavoratori autonomi, Gestione speciale minatori e il soppresso ENPALS); gli incrementi dei trasferimenti disposti per il 2013, ai sensi di quanto previsto nell’Allegato 2, pari complessivamente a 959,07 milioni di euro, sono determinati: nella misura di 769,03 milioni di euro, in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori e dell’ENPALS; nella misura di 190,04 milioni di euro, in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (ad integrazione) e delle gestioni artigiani ed esercenti attività commerciali. Nello stesso Allegato 2, inoltre, viene previsto un trasferimento in misura complessivamente pari a 2.260,86 milioni di euro per il 2013, relativa alla quota-parte di mensilità delle pensioni erogate dal soppresso INPDAP e posta a carico dello Stato.
Evidenzia che, al fine di conseguire gli obiettivi di riduzione di spesa a carico delle amministrazioni centrali dello Stato stabiliti dall’articolo 7, commi da 12 a 15, del decreto-legge n. 95 del 2012, l’articolo 3 prevede la riduzione, in termini di competenza e di cassa, degli stanziamenti relativi alle spese rimodulabili, secondo gli importi indicati nell’elenco 1, suddivisi per ciascun Ministero per missioni e programmi, nonché la rideterminazione delle spese non rimodulabili dei Ministeri, con riduzione delle relative risorse ovvero prevedendo il versamento all’entrata del bilancio dello Stato. Per tali fattispecie, laddove non è possibile ricondurle in schemi semplificati (tabelle, elenchi o allegati), sono previste specifiche disposizioni che recepiscono le iniziative legislative di ciascun Ministero interessato. Per quanto concerne il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, segnala che i commi 5-7 stabiliscono che concorrono agli obiettivi di riduzione delle spese rimodulabili gli stanziamenti per il finanziamento degli istituti di patronato e assistenza sociale (ridotti di 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2014), nonché l’autorizzazione di spesa concernente l’erogazione dei contributi, anche comunitari, destinati al Fondo per l’occupazione (per effetto della riduzione, tale autorizzazione è di 30 milioni di euro per il 2013 e di poco più di 11 milioni di euro annui a decorrere dal 2015). In proposito, fa notare che gli eventuali risparmi conseguiti con la riduzione di tale cespite legato alla contribuzione obbligatoria dovrebbero, a rigor di logica, essere restituiti agli stessi lavoratori, in termini di una migliore prestazione previdenziale, piuttosto che confluire nel bilancio statale.
Sottolinea poi che specifiche disposizioni riguardanti il personale della scuola sono contenute ai commi 42-45, ove si prevede, a decorrere dal 1o settembre 2013, l’aumento dell’orario di impegno per l’insegnamento per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (da 18 a 24 ore) a fronte di un aumento di 15 giorni di ferie. Fa notare che tali norme dispongono, inoltre, in materia di organico di diritto dei docenti di sostegno e di fruizione delle ferie da parte del personale docente di tutti i gradi di istruzione. Osserva che i commi 46-47 dispongono una riduzione delle unità di personale scolastico, che è possibile collocare fuori ruolo per compiti connessi con l’autonomia scolastica, o per assegnazioni presso soggetti che svolgono attività relative alle tossicodipendenze, ovvero presso associazioni professionali del personale direttivo e docente, facendo salvi i collocamenti fuori ruolo già disposti per l’anno scolastico 2012/2013. Segnala poi il comma 61, che riduce ulteriormente (rispetto a quanto già previsto con la legge di stabilità 2012) la misura nella quale si applicano i benefici disposti con il decreto-legge n. 457 del 1997, che aveva stabilito (a decorrere dal 1o gennaio 1998) l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali in favore delle imprese armatrici per il personale imbarcato su navi adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali.
Sottolinea che l’articolo 4, comma 1, prevede ulteriori riduzioni di spesa degli enti pubblici previdenziali e assistenziali (cioè INPS ed INAIL), ferme restando le misure di contenimento della spesa già previste dalla legislazione vigente. Più specificamente, fa notare che si prevede per tali enti l’obbligo di adottare ulteriori interventi di razionalizzazione per la riduzione delle proprie spese, anche attraverso la riduzione delle risorse destinate ai progetti speciali (finalizzati al rientro dall’evasione contributiva e simili), in modo da conseguire, a decorrere dal 2013, risparmi aggiuntivi complessivamente non inferiori a 300 milioni di euro annui, da versare entro il 31 ottobre di ciascun anno ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato; con decreto interministeriale, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, verrà stabilito il riparto della riduzione tra gli enti.
Evidenzia che l’articolo 7, comma 39, prevede che l’indennità di trasferimento ad altra sede di servizio sita in un comune diverso da quello di provenienza, prevista per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e dei Vigili del fuoco, nonché ogni altra indennità o rimborso previsti nei casi di trasferimento d’autorità, non competono al personale trasferito ad altra sede di servizio limitrofa, anche se distante oltre 10 chilometri, a seguito della soppressione o dislocazione dei reparti o relative articolazioni.
Segnala che l’articolo 8, comma 11, autorizza la spesa di 100 milioni di euro per il 2013 al fine di finanziare interventi di natura assistenziale a favore dei cosiddetti «esodati» e «salvaguardati»; le modalità di utilizzo del fondo verranno stabilite con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e con il Ministro dell’economia e delle finanze. Fa notare, al riguardo, che – al di là degli ulteriori interventi allo studio dei gruppi – sarebbe auspicabile una modifica del testo che fissi un termine per l’adozione del citato decreto di natura non regolamentare.
Fa presente che l’articolo 8, comma 20, autorizza la spesa di 10 milioni di euro per il 2013 per la prosecuzione degli interventi statali in materia di lavori socialmente utili, a favore del comune e della provincia di Napoli e del comune di Palermo, facendo notare che si tratta della consueta norma tesa a prorogare determinati contratti di natura temporanea, che tuttavia, a fronte delle reiterate proroghe, non possono più essere considerati propriamente tali.
Ritiene che numerose disposizioni di interesse della Commissione siano recate dall’articolo 12, sottolineando che il comma 3 (in armonia con taluni atti di indirizzo presentati in sede parlamentare, peraltro da lui stesso sottoscritti) proroga a tutto il 2013 la detassazione dei contratti di produttività, da applicarsi nel limite massimo di 1,2 miliardi di euro per il 2013 e di 400 milioni per l’anno 2014. Osserva che la norma prevede che – ove le disposizioni secondarie di attuazione della misura in esame non siano emanate entro il 15 gennaio 2013 ed il Governo non promuova un’apposita iniziativa legislativa per destinare le risorse ad altra finalità – le risorse stanziate vengano destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Nell’ambito della ridefinizione, ai commi da 4 a 7, dei limiti alla deducibilità e alla detraibilità di taluni oneri (indicati, rispettivamente, negli articoli 10 e 15 del TUIR), attraverso la fissazione di una franchigia nei confronti dei contribuenti con un reddito complessivo superiore a euro 15.000, segnala – per quanto di interesse della Commissione – che restano esclusi dalla riduzione i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori e quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, nonché i contributi versati alle forme pensionistiche complementari. Fa presente che il comma 11 abroga, inoltre, la cosiddetta «clausola di salvaguardia», relativa alla tassazione delle indennità di fine rapporto (TFR), consistente nell’applicazione della curva delle aliquote vigenti al 31 dicembre 2006, se più favorevoli, in luogo di quelle vigenti nell’anno di insorgenza del diritto a percepire le indennità medesime: per effetto delle norme in esame, dunque, ai predetti emolumenti dovranno applicarsi le aliquote applicabili nell’anno di maturazione del diritto alla percezione. Rileva che il comma 17 abroga l’esenzione dall’IRPEF per le pensioni di guerra e per gli altri redditi assimilati, per i soggetti titolari di reddito complessivo superiore a 15.000 euro. Infine, fa notare che il comma 34 dimezza il minimo edittale di alcune sanzioni comminate dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Si sofferma poi su un aspetto del provvedimento che, pur non rientrando direttamente nei profili di stretta competenza della Commissione, ritiene rivesta un’importanza particolare ai fini del dibattito. Fa riferimento, in particolare, alla norma che prevede un aumento dell’IVA, dal 4 al 10 per cento, a carico delle cooperative sociali, che giudica irragionevole, alla luce del fatto che nessuna infrazione comunitaria è stata avviata nei confronti dell’Italia sul punto e che, peraltro, le stesse norme europee prospettano un eventuale innalzamento di tale imposta di gran lunga inferiore a quello previsto. Fa notare, altresì, che una norma di questa portata rischia di determinare effetti negativi in termini di riduzione del personale impiegato in tale importante settore e in termini di minore qualità dei servizi erogati alla collettività.
Per quanto concerne, infine, le tabelle allegate al disegno di legge di stabilità, segnala, in primo luogo, che nella Tabella A (recante le indicazioni delle voci da includere nel fondo speciale di parte corrente, per la copertura degli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio) per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è presente uno stanziamento pari a 16,04 milioni di euro per il 2013, 23,99 milioni di euro per il 2014 e 23,08 milioni di euro per il 2015. Rileva che nella relazione illustrativa allegata al provvedimento si sottolinea come tale accantonamento sia prestabilito – tra l’altro – per l’applicazione delle sentenze della Corte costituzionale nn. 306/2008 e 11/2009 (che hanno dichiarato illegittime le norme che, per gli stranieri extracomunitari, escludono il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento e della pensione di inabilità, nel caso in cui non sussistano specifici requisiti di reddito), per il provvedimento concernente gli «interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno al reddito» (A.C. 2424, A.S. 2514) e per il provvedimento relativo a «norme in materia di previdenza e tutela della maternità per gli atleti non professionisti» (A.C. 4019, A.S. 2829). Evidenzia che sempre nella Tabella A, per il Ministero dell’economia e delle finanze, è previsto uno stanziamento di risorse destinato ad una molteplicità di interventi, pari a 48,60 milioni di euro per il 2013, 43,64 per il 2014 e 2015, tra le quali sono computate quelle relative al provvedimento recante norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili (A.C. 82, A.S. 2206).
Segnala che la Tabella B (recante le indicazioni delle voci da includere nel fondo speciale di conto capitale, per la copertura degli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio) prevede invece uno stanziamento per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pari a 38,18 milioni di euro per il 2012, 41,53 milioni di euro per il 2014 e 36,33 milioni di euro per il 2015: nella relazione illustrativa si evidenzia come lo stanziamento sopra riportato sia finalizzato alla stabilizzazione dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili nella città di Napoli.