La conferenza programmatica del PD

Buongiorno a tutti, ben ritrovati.

La conferenza programmatica del Pd, ben organizzata da Maurizio Martina, ha lanciato molti spunti di riflessione. I giornali hanno come sempre dato molta attenzione alle discussioni interne, dopo la vicenda Banca d’Italia (qui la diretta Facebook dal treno con il premier Gentiloni, qui quella con i ministri Delrio e Minniti).
Ma anche ciò che non è stato molto valorizzato dai media è stato importante. Forse persino di più.
Segnalo tra gli altri due straordinari discorsi che vi invito a seguire se avete qualche minuto:
- quello del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi sui rapporti tra Africa e Europa;
- quello di Padre Antonio Loffredo che i lettori delle enews conoscono bene come il punto di riferimento della rinascita del quartiere Sanità a Napoli

Molte le proposte nel merito su cui mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
Abbiamo rilanciato l’idea di estendere il provvedimento degli 80€ mensili anche alle famiglie con figli, per ogni figlio sotto i 18 anni.
Abbiamo accolto molte sollecitazioni, specie della sinistra interna, sulla introduzione del salario minimo.
Abbiamo evidenziato come la Card Cultura per i neomaggiorenni (app18) abbia portato oggi ad acquistare oltre sette milioni di libri. In un tempo in cui i ragazzi leggono meno, a me sembra una notizia straordinaria.
Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo rilanciato l’idea del servizio civile universale di almeno un mese per i maggiorenni. Per questo Paese e per i suoi giovani forse è utile parlare di una nuova “stagione dei doveri”, non solo dei diritti
Mi farebbe davvero piacere sapere che ne pensate, o attraverso l’e-mail: matteo@matteorenzi.it o partecipando ai sondaggi della App Matteo Renzi, che potete scaricare da qui.

2. Si è fatto un gran parlare di autonomia regionale dopo il referendum in Lombardia e Veneto (l’ho fatto anche io, qui). Il treno del Pd ripartirà la settimana prossima proprio dal nord est, non a caso. Ma devo confessarvi che continuo a pensare che la vera forma di valorizzazione territoriale che preferisco passa molto più dalle città che dalle regioni. L’Italia è il Paese delle cento città, dei tessuti urbani più vivaci e dinamici. Pensavo a questo mentre leggevo stamani la classifica del Sole 24 ore e di Legambiente, sull’ecosistema urbano che ha incoronato al primo posto Mantova e il suo bravo sindaco, Mattia Palazzi. Nella prossima legislatura dovremo riprendere e espandere il virtuoso modello utilizzato per i bandi sulle periferie e sull’edilizia scolastica aprendolo di più ai temi della trasformazione delle città Smart. Perché il futuro dello sviluppo sostenibile passa innanzitutto dai Sindaci e dalle amministrazioni comunali. Bandi per progetti comunali, immediatamente finanziabili. E poche chiacchiere

3. Esattamente un anno fa il terremoto colpiva per la seconda volta il cuore dell’Italia centrale. Chi ha vissuto quelle giornate non potrà mai dimenticare il dolore ma anche la tenacia dei nostri connazionali di quei territori. E anche se nella scossa di ottobre 2016 non abbiamo pianto vite umane tuttavia quel terremoto è stato il più duro da quello del 1980 in Irpinia.
La scorsa settimana siamo tornati, ancora una volta, nei luoghi in cui avevamo promesso di non lasciare soli i nostri concittadini, in particolare modo ad Arquata del Tronto. E poi abbiamo incontrato i sindaci Pd dell’area del cratere. Il Governo ha liberato moltissime risorse, anche se adesso è fondamentale accelerare le procedure e combattere i rallentamenti burocratici. Faremo di tutto, insieme al commissario straordinario Paola De Micheli, perché le zone del terremoto abbiano tutto ciò di cui hanno bisogno e lo abbiano in modo rapido e trasparente. Non è facile gestire le ricostruzioni in Italia ma è possibile e tutti insieme dovremo dimostrarlo.

Pensierino della sera. Alla conferenza programmatica ho chiesto ai senatori di votare subito la legge Richetti sui vitalizi. E di votarla come è uscita dalla Camera per permetterne l’approvazione immediata. Sono stato accusato, anche da alcuni amici, di cedere così al populismo grillino.
Per essere chiari: la proposta sui vitalizi noi l’abbiamo fatto nel 2011 alla Leopolda e Richetti è stato il primo politico a proporre il superamento dei vitalizi quando era ancora in consiglio regionale.
Qualcosa è cambiato da allora, ma si può fare ancora uno sforzo.
Dal 2013 è in parlamento una legge che porta il suo nome e su cui alla Camera persino i grillini hanno votato a favore. Manca la seconda lettura ed è fatta.
Non siamo noi a rincorrere Beppe Grillo, ma è Grillo che rincorre Richetti. E sia detto da uno che non solo non ha il vitalizio, ma nemmeno indennità e immunità. Avvicinare le pensioni dei politici a quelli degli altri cittadini non è populismo: per me è buona politica. O no?
Scrivetemi che vi leggo volentieri: matteo@matteorenzi.it

Un sorriso,
Matteo