La crisi M&G dal governo uno spiraglio “Piace a Eni”

Spiragli positivi per la crisi della Mossi Ghisolfi? Al Governo ne sono convinti. È stata resa nota ieri la risposta del Ministero del lavoro a un’interrogazione della senatrice Nicoletta Favero (Pd). La situazione di partenza è quella ormai purtroppo nota dopo la richiesta di concordato preventivo: un anno di cassa integrazione dal 2 novembre per 56 unità (29 a Tortona, 27 ad Assago), nonché per altre 49 della Biochemtex (24 a Tortona, 25 a Rivalta Scrivia). Poi la vicenda dell’Italian Bio Products di Crescentino dove l’impianto per la produzione d’elettricità funziona, non così quello per il bioetanolo che «nonostante consistenti sforzi, non ha ancora raggiunto le capacità produttive target». Sarebbe questa situazione ad aver «inciso negativamente» sui risultati aziendali.
Ma la società ha comunicato «che al termine della “cassa” non sono previsti esuberi, ma che anzi potrebbero essere effettuate nuove assunzioni se gli impianti torneranno a pieno regime». L’ultimo incontro al ministero tra azienda, sindacati e Regioni Piemonte e Lombardia si è tenuto il 22 novembre ed è stata confermata la necessità di mantenere i posti di lavoro ed evitare il fallimento. Il senatore Daniele Borioli dice che, secondo quanto riferito dal sottosegretario Bobba, «l’Eni sarebbe interessata all’azienda». Questo potrebbe aprire nuovi orizzonti alla M&G.

La sstampa Vercelli