La riforma del terzo settore è legge!

“La riforma del terzo settore è un’altra sfida vinta. Un percorso ad ostacoli  durato circa due anni  e fatto di dialogo, audizioni, coinvolgimento, integrazioni, ma che credo raccolga le istanze che in questi anni le associazioni, le cooperative, le imprese sociali, gli enti e i giovani ci hanno trasmesso – lo dichiara l’On. Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, a conclusione dei lavori d’Aula che hanno visto la riforma concludere l’iter legislativo.

“ E’ stato un viaggio per lo stivale che coinvolge 300 mila organizzazioni non profit,  per un valore di  63 miliardi di euro nel solo 2011, ma anche 6,63 milioni di italiani, vero motore del terzo settore. Uno sforzo – continua l’On. Bobba – che ha colto tutte, le tante  criticità che hanno impedito al Terzo Settore di essere il volano sociale, ma anche economico, del nostro Paese, perché spesso  ingessato in un abito stretto e burocratico. Una “carta d’identità” che aiuta a configurare e tracciare il perimetro del Terzo settore, che comporterà anche  un Registro Unico Nazionale, suddiviso in specifiche sezioni. Uno strumento il più possibile trasparente, accessibile e continuamente aggiornato.

Le novità sono davvero tante, penso alla riforma dei Centri di Servizio per il Volontariato, oppure all’ introduzione di misure agevolative volte a favorire gli investimenti delle imprese e delle cooperative sociali, all’ istituzione del Servizio Civile Universale, alla revisione dei criteri di accesso all’istituto del 5 per mille , alla nascita della Fondazione Italia Sociale.  La decisione del Governo di investire in questo ambito è tangibile, anche in termini economici, se si pensa non solo agli stanziamenti nella Legge di Stabilità, (140 milioni nel 2016, 190 per il 2017 e il 2018),  ma anche al Fondo per sostenere i  progetti delle associazioni delle organizzazioni di volontariato.

Con questa riforma, e con i successivi decreti legislativi– conclude il Sottosegretario –  si dà piena attuazione a  quanto previsto dall’ articolo 118  della Carta Costituzionale ovvero l’impegno programmatico delle istituzioni della Repubblica nel favorire “l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale”.”​

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