La “traversata del deserto” del Pd comincia sul Lago Maggiore

La Voce di Novara, 11 luglio 2018

Venerdì a Baveno un importante convegno promosso dai deputati Pd. Borghi: «Ripartiamo costruendo una alternativa reale al sovranismo»

Se di “traversata del deserto” si deve trattare, meglio equipaggiarsi nel modo migliore per il Sahara.

La metafora non è ne nuova nè originale. Ma il clima che in queste settimana si respira dalle parti del Partito Democratico, a tutti i livelli, è proprio questo. Di fronte ad un futuro che sarà, almeno per un tratto non irrilevante di tempo, quello dell’opposizione, si assiste ad un crescente movimento alla ricerca di nuovi assetti e soprattutto di nuovi orizzonti.

Mentre da un lato le “aree” interne stanno faticosamente tentando di darsi nuovi punti di riferimento e qualche nuovo potenziale leader emerge anche in vista di un congresso che prima o poi dovrà essere celebrato, si susseguono anche occasioni in cui il lavoro è soprattutto sul fronte dei contenuti.

È il caso di un importante convegno  – in programma questo venerdì 13 luglio proprio nel nostro terrtorio, sulle rive del Lago Maggiore, a Baveno – con il quale i deputati del Pd iniziano un percorso di analisi di riflessione e di confronto coi territori denominato #connessioneaperta.

La Voce ne ha parlato con Enrico Borghi, deputato eletto nel collegio novarese, che fa parte dell’ufficio di presidenza del gruppo Dem alla Camera dei Deputati, e che è uno degli organizzatori della giornata.

«Il convegno – spiega Borghi – è l’avvio di un cammino che non è più eludibile per noi. Siamo chiamati ad affrontare i tempi nuovi, e a comprendere fino in fondo il messaggio che ci arriva dalle urne che con le elezioni politiche del 4 marzo e con le successive elezioni amministrative configurano la nascita in Italia di un nuovo polo sovranista-nazionalista imperniato attorno alla Lega di Salvini e al Movimento 5 Stelle».
«Il movimento progressista e riformista – aggiunge il parlamentare democratico –  sconta difficoltà e ritardi, sul piano globale ed internazionale, a comprendere le ansie e le problematiche della globalizzazione. Dagli USA di Trump all’India di Modi, dalla Francia della Lepen alla Germania del rinascente nazionalismo neonazista, fino a sconfinare nei paesi di Visegrad (per non parlare delle “democrature” di Russia e Turchia…), un vento di destra soffia forte su tutte le democrazie liberali, tornando ad imporre lo schema del nazionalismo (a cui viene aggiunto un sovranismo nativista che rischia di creare fenomeni di rottura interna alle nostre società) come ricetta -evidentemente sbagliata- ad una globalizzazione che lascia sul campo problemi, difficoltà e ceti colpiti».

«Davanti a questa ondata – precisa Borghi – i concetti tradizionali di Destra e di Sinistra sembrano essere messi in discussione, e molti di noi si interrogano sulle prospettive future».

 

 

 

 

 

 

E saranno proprio le prospettive future del riformismo progressista ad essere oggetto di analisi nel convegno che, dopo i saluti del Segretario del PD del VCO Giuseppe Grieco.  prevede anzitutto i contributi di due studiosi : Antonio Noto , fondatore di IPR Marketing, uno dei principali istituti di ricerca sociale  e Mauro Magatti, sociologo dell’Università del Sacro Cuore di Milano, uno dei più brillanti analisti dell’attuale situazione italiana e internazionale.

Dopo l’intervento di Cristina Bargero, autrice del libro “il Piemonte oltre la crisi”, che aiuterà a spostare l’attenzione sulla realtà della nostra regione, la parola andrà agi esponenti politici del territorio. Sono in programma gli interventi dell’ex senatrice Nicoletta Favero, di ,Augusto Ferrari, assessore regionale  alle politiche sociali e del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino .

Gli interventi verranno moderati da Luigi Bobba, già sottosegretario al welfare dei governi Renzi e Gentiloni.

Seguirà il dibattito, al quale sono stati invitati a partecipare i segretari democratici delle province dell’Alto Piemonte. Le conclusioni saranno affidate a Borghi e a Graziano Delrio , capogruppo del PD alla Camera dei Deputati.

«Sarà un momento importante – conclude Borghi – per qualità e quantità degli interventi, e per ripartire nella costruzione della proposta alternativa al sovranismo che si dimostrerà sul campo modello inefficace e per alcuni versi anche pericoloso».