Lombardia: Regione, attivi oltre 2000 contratti di apprendistato

Milano, 26 ott. (Labitalia) – Sono oltre 2.000 i contratti di apprendistato di I livello attualmente attivi in regione Lombardia, attraverso i quali i giovani dopo i 15 anni conseguono la qualifica o il diploma tecnico professionale proseguendo negli studi mentre lavorano. Il mercato si evolve in continuazione e manifesta la necessità di nuovi lavori e nuove professioni. Le aziende chiedono sempre maggior specializzazione. E’ quanto emerge dalla ricerca attuata nell’ambito del progetto Master su un campione di 313 imprese lombarde, 17 settori.Si mette in evidenza come esistano delle nuove professioni anche considerando la specificità dei territori e dei settori produttivi. Si potrebbe definire un ‘made in Italy regionale’ nell’ambito del quale sono richiesti adeguamenti specifici dei profili esistenti. Occorre anche prevedere un’armonizzazione a livello nazionale e un raccordo sempre più stringente tra sistema educativo e sistema del lavoro.
Aef Lombardia, associazione di coordinamento degli enti di formazione della regione, propone come risposta all’esigenza delle aziende lombarde, di creare ‘curvature’ settoriali sulla struttura esistente dei profili professionali definiti a livello nazionale (in riferimento all’Atlante delle professioni). “La velocità e la trasversalità del cambiamento -spiega Antonio Bernasconi, coordinatore Aef e direttore generale Enaip Lombardia- determina la necessità di trovare forme, flessibili e rapide di adattamento dei profili formativi ai fabbisogni professionali delle imprese. Vanno individuati criteri e modalità operative per rendere possibile un continuo aggiornamento e sviluppo delle competenze professionali all’interno di standard formativi minimi e di livelli essenziali delle prestazioni validi per tutti”. “Il lavoro svolto all’interno delle azioni di sistema -sottolinea- da parte delle 5 ats promosse da Aef segna l’avvio di un processo che avrà successo se sarà in grado di mantenere ed accrescere il livello di condivisione e di cooperazione tra gli enti formativi, le imprese, le parti sociali, i livelli istituzionali”.
“Risulta evidente quanto gli enti di formazione, oltre alle proprie competenze e finalità educative e formative, sono e diventano sempre più -afferma Diego Montrone, coordinatore di Aef e presidente di Galdus- un luogo privilegiato per lo sviluppo delle politiche per il lavoro dei giovani e punto di incontro tra loro, partecipando e collaborando allo sviluppo e alla crescita del mercato del lavoro insieme al sistema imprenditoriale”.
“In questo primo anno -osserva Stefano Salina, direttore generale di Capac- sono stati inseriti in azienda circa 2.000 apprendisti; giovani che hanno ottenuto o otterranno una qualifica professionale mentre già lavorano. E’ stata un occasione per sancire la collaborazione a tre: azienda, giovane ed ente formativo. Il sistema formativo lombardo ha colto con entusiasmo la sfida lanciata dall’assessore Aprea di inserire in questo anno scolastico almeno 3.000 giovani con il contratto di apprendistato di primo livello”.
“Partecipo con grande entusiasmo -conferma l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro, Valentina Aprea- a questo evento che sintetizza l’ottimo lavoro che Regione Lombardia e Aef hanno saputo fare per i giovani della Iefp con riferimento alla linea tradizionale dei percorsi triennali, rispetto ai quarti anni, ai percorsi Ifts-Its, ma soprattutto rispetto alle opportunità che abbiamo saputo creare per l’inserimento lavorativo precoce dei giovani con contratti di apprendistato di I livello”. “Regione Lombardia -ricorda- ha raggiunto una percentuale molto elevata di apprendisti che si colloca a pieno titolo nel panorama europeo accanto a Germania e Finlandia o come le Province di Trento e Bolzano. Queste nuove filiere professionali sono i tratti determinanti della Iefp lombarda”.
In una prospettiva nazionale, Paola Vacchina, presidente di Forma, interviene dicendo: “La nostra associazione nazionale che raggruppa i principali enti di formazione professionale operanti in Italia, sostiene la costruzione in Italia di una filiera formativa professionalizzante che, sull’esempio dei modelli europei di vocational education and training, rappresenti un canale integrato ma diverso rispetto all’Iistruzione tecnica e professionale e all’università”. “Un canale -sottolinea- incentrato su un sistema nazionale di Iefp di secondo ciclo (qualifica e diploma professionale), che valorizzi e generalizzi su tutto il territorio nazionale le esperienze positive condotte in alcune Regioni (come la Lombardia), ma che consenta di accedere a livelli di formazione superiore (post-diploma) e di formazione terziaria (istruzione tecnica superiore) anche attraverso l’apprendistato”.
“Tra gli indicatori di un mutato clima economico e di una svolta negli orientamenti delle imprese -dice Luigi Bobba, sottosegretario ministero del Lavoro e politiche sociali- va sicuramente ricordato il considerevole aumento di contratti di apprendistato formativo di ben il 33% verificatosi nel 2016 rispetto al 2015. E’ questo uno dei primi risultati raggiunti con la sperimentazione biennale avviata nel 2016, assieme ai 23 mila giovani che hanno potuto conseguire la qualifica o il diploma professionale attraverso percorsi di formazione duale, di questi 10.600 sono stati assunti da imprese con contratto di apprendistato di primo livello”.
“Il mondo di Confcommercio -aggiunge Nicola Spagnuolo, responsabile settore sviluppo associativo di Confcommercio- è interessato all’implementazione del sistema duale e accoglie favorevolmente che si apra una riflessione sulle curvature dei profili professionali al fine di renderli più aderenti alle ricchezze del mercato del lavoro soprattutto per un comparto che si rivolge in massima parte alla micro-impresa”.
“Abbiamo osservato -afferma Chiara Manfredda, responsabile area sistema formativo e capitale umano di Assolombarda- un crescente interesse da parte delle nostre imprese nei confronti dell’apprendistato duale in Lombardia, connesso con percorsi di Iefp, soprattutto da parte di imprese di minori dimensioni. Tra le ragioni, la ‘storica’ flessibilità didattica della formazione professionale, accompagnata da una effettiva valorizzazione dell’apprendimento negli ambienti di lavoro. Una didattica per competenze è infatti alla base di una maggiore possibilità di dialogo con le imprese e di un pieno riconoscimento della formazione in impresa”.
“Confapi nei suoi livelli nazionali e territoriali -spiega Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia, delegato nazionale di Confapi e membro della giunta regionale- è fermamente convinta che l’accorciare la distanza tra mondo del lavoro e scuola sia la strada giusta per rilanciare l’occupazione soprattutto in chiave innovativa nell’era 4.0”.
“Il sistema duale e in particolare l’apprendistato di primo livello -osserva- sono, in questo senso, punti di forza dell’azione di avvicinamento della dimensione scolastica e di quella lavorativa; sottolineo inoltre come molti associati che hanno avuto modo di confrontarsi con le realtà della formazione professionale, specialmente in Lombardia, abbiano colto e apprezzato la predisposizione dell’Iefp, sicuramente per ragioni di storia e di organizzazione, ad accompagnare le imprese nello scenario complesso dell’alternanza e dell’apprendistato”.
“La sperimentazione -commenta Gigi Petteni, segreteria nazionale confederale Cisl- del sistema duale e il rilancio dell’apprendistato in obbligo formativo attuati in questi anni hanno permesso di dare concretezza ad un principio che la Cisl ritiene fondamentale per garantire inclusività lavorativa e per contrastare la disoccupazione giovanile: i percorsi di inserimento di allievi e studenti in azienda sono un vero e proprio ‘investimento infrastrutturale’ perché avvicinano e integrano, finalmente con una strategia coerente, due mondi che per troppo tempo sono stati distanti. L’esperienza della formazione professionale in Lombardia testimonia nei fatti che questa idea è giusta e praticabile”.

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