MOZAMBICO: TERRA E LIBERTA’!

Nel mese di agosto sono partita insieme ad altri nove volontari italiani con il progetto “Terre e libertà” dell’ong IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli), destinazione: Mozambico!|
Terre e Libertà, è una proposta di volontariato internazionale rivolta soprattutto ai giovani che permette di vivere un’esperienza comunitaria all’estero e di entrare in contatto, conoscere e collaborare con persone di diversa provenienza, cultura e religione. Ogni anno un centinaio di volontari tra i 16 e i 50 anni partono per le numerose destinazioni che il progetto propone – Kosovo, Albania, Bosnia, Brasile, Kenya e Mozambico – svolgendo attività di animazione, sport, condivisione del lavoro e seguendo itinerari di turismo responsabile per la conoscenza del contesto locale.
La mia equipe era diretta appunto in Mozambico; precisamente, il campo di volontariato prevedeva dieci giorni di animazione al Centro Giovanile nella missione diocesana di Maimelane di Don Carlo Donisotti, e una settimana dedicata a visitare la regione di Inhanbane e il Parco Nazionale Gorongosa, visitando e appoggiandosi ad altre missioni presenti sul territorio.
All’arrivo a Maimelane siamo stati accolti da Padre Carlo, Padre Gemo, Suor Ana e Suor Margaret, la coordinatrice del centro giovanile della missione, con al seguito un cospicuo gruppo di bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni, sorridenti e desiderosi di conoscerci. Fin dal primo giorno di balli e giochi, i bambini sono accorsi numerosissimi mantenendo, per tutta la durata del campo, una media di presenze di cinquanta bambini e ragazzi nel mattino e quasi un centinaio nel pomeriggio. L’animazione è stata particolarmente arricchente sia per i ragazzi sia per noi, si è verificata infatti, una vera e propria interazione e uno scambio reciproco di giochi, di canti, di sorrisi e di balli. A dirla tutta, i ragazzi di Maimelane ci battevano alla grande sui bans, sui ritmi e sui canti dalle tonalità africane che riempivano qualsiasi momento di pausa, portando enorme allegria e felicità. Altre attività molto amate sono state i percorsi atletici, i giochi di gruppo con la palla, ma soprattutto i laboratori creativi che hanno portato alla realizzazione di maschere, braccialetti, girandole e cartelloni coloratissimi.
La missione di Padre Carlo è attiva in diversi progetti sull’educazione e l’istruzione primaria; oltre alla scuola, il centro giovanile e lo studentato abbiamo avuto l’occasione di visitare i quattro asili (scolinha) di Maimelane, uno situato all’interno della missione mentre gli altri si trovavano nei villaggi limitrofi, completamente immersi nel mato, la savana mozambicana. L’esperienza negli asili del mato è stata emotivamente forte e bella; se i piccolissimi inizialmente ci hanno accolto con un po’ di diffidenza – era forse la prima volta che vedevano un gruppo così numeroso di mulungu, uomini bianchi – poi, con l’aiuto delle monitoras (insegnati), di palloncini colorati, Dei canti e dei balli siamo riusciti ad accaparrarci anche le loro risa e i loro sorrisi. Prima di partire per la settimana dedicata al turismo abbiamo voluto lasciare un ricordo della nostro passaggio e in accordo con Padre Carlo e Suor Margaret abbiamo realizzato un murales per rallegrare il refettorio della scuola e del centro giovanile.
Con ancora i canti carichi di energia nelle orecchie, e sorrisi dei bambini negli occhi siamo partiti alla scoperta delle meravigliose terre e coste mozambicane bagnate dall’oceano Indiano, tenendo comunque come filo conduttore del nostro viaggio le opere missionarie e i progetti di sviluppo e cooperazione presenti sul territorio. Prima tappa è stata la visita alla vicina missione di Inhassoro di Don Pio Bono e Caterina Fassio, della scuola professionale Estrelo do Mar e della paradisiaca isola di Santa Carolina a poche ore di barca di distanza. Ad Inhassoro abbiamo avuto modo di conoscere i progetti della missione e i cooperanti del Servizio Civile di Celim e del Master dei Talenti di Ipsia, che vorrei ringraziare per il loro aiuto organizzativo e la loro presenza durante tutta la settimana. Il viaggio ha continuato prima nella regione di Inhanbane, tra spiaggie selvaggie, mercati e specialità culinarie e poi verso nord, nella provincia di Sofala dove ci siamo avventurati nel parco nazionale Gorongosa e dove abbiamo conosciuto tre missioni comboniane fondate da Padre Ottorino – Estaquinha, Mangunde e Barada– gestite dall’associazione ESMABAMA.
A malincuore, dopo tre settimane di permanenza, abbiamo dovuto riprendere il volo verso casa, con i bagagli carichi carichi non solo di capulane, specialità e manufatti artigianali ma anche di sorrisi, canti, balli, voci, pensieri, dubbi e riflessioni. È stata un’esperienza entusiasmante e arricchente, e non saprei descriverla ulteriormente, l’unico consiglio che posso dare per comprenderla a pieno è: tenete d’occhio il sito del progetto Terre e Libertà e partite la prossima estate!
http://www.terreliberta.org
G.B.