Napolitano: “Da noi c’è chi insegue i populisti ma il voto francese dimostra che si battono rilanciando l’Ue”.

“Certe tesi catastrofiste circa la possibilità di bloccare il Front National sono state smentite”. Il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha dubbi. L’affermazione di Emmanuel Macron è un segnale che non riguarda solo la Francia, ma l’intera Europa. E in una certa misura costituisce una lezione pure per l’Italia. Perché il populismo si può battere anche se non si scivola sul terreno friabile della demagogia.

Il senatore a vita ha riflettuto sui dati delle elezioni francesi nel suo studio a Palazzo Giustiniani e non nasconde la sua soddisfazione per l’esito di una consultazione che può segnare una svolta per il futuro dell’Europa. Per certi versi può essere considerata una inversione di tendenza già anticipata di recente dal dato elettorale olandese.

Lascia il suo ufficio nella tarda mattina. E prima di entrare in macchina si ferma a parlarci del significato che sta assumendo il voto d’Oltralpe per l’Unione europea e per il nostro Paese. Perché l’errore che molti stanno compiendo, persino nel campo del centrosinistra, è quello di inseguire la campagna aggressiva e di critica costante all’Ue da parte del Movimento 5Stelle e della Lega. Un fronte che punta a delegittimare l’Unione europea.

Presidente, lei che idea si è fatto di questo primo turno delle presidenziali?
“Si tratta di un voto che ha smentito le tesi scettiche se non catastrofiste circa la possibilità di bloccare l’ascesa del Front National di Marine Le Pen. E più in generale del populismo nella nostra Europa”.

E a suo giudizio da chi erano sostenute queste tesi?
“Da parte di opinionisti, osservatori e anche da ambienti politici che in Italia indulgono a concessioni alle polemiche populiste nei confronti delle istituzioni europee”.

Vuol dire che si può vincere anche se non si segue una linea anti-europeista? Aggressiva e di critica costante all’Ue?
“Il fatto veramente importante è infatti che Macron ha riportato questo primo grande successo grazie a una impostazione univocamente ed esplicitamente europeista. Quindi questa base di chiarezza e di coraggiosa prospettiva europeista senza scivolare in polemiche ambigue e improduttive nei confronti delle istituzioni comunitarie, al di là dei loro effettivi limiti e delle indubbie esigenze di cambiamento – non condanna a perdere elettoralmente ma anzi può far vincere e contribuire davvero al rilancio dell’Europa”.

Lei pensa che anche in Italia si stia commettendo questo errore? Chi lo sta commettendo?
“Su questo punto credo di essere stato abbastanza chiaro”.

Il voto francese ci ha dimostrato che anche il terrorismo e la paura degli attentati non riescono a determinare i risultati e a influenzare in modo decisivo l’elettorato.
“È un aspetto davvero gratificante come hanno osservato i commentatori più seri”.

Repubblica(25-4-17)NAPOLITANO