NUOVO SERVIZIO CIVILE: BENE (O QUASI)

Bene la riduzione di orario e l’apertura ad Europa e stranieri, ma non mancano i chiaroscuri: alcune delle reazioni dopo l’approvazione del decreto sul servizio civile universale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 10 febbraio scorso il primo decreto legislativo di attuazione della legge delega n. 106/2016 che rende il servizio civile volontario universale, potenzialmente aperto, quindi, a 100mila giovani, italiani e stranieri. Il decreto ha stabilito la diminuzione delle ore di servizio, che passano da 30 a 25 a settimana, ha confermato a 100 il limite di sedi minimo per l’accreditamento degli enti e riconosciuto la possibilità per i ragazzi di svolgere 3 mesi di servizio in Europa. Ecco alcune delle reazioni dopo l’approvazione del provvedimento attuativo.

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Il decreto attuativo della legge delega n. 106/2016 apre il servizio civile a 100mila giovani, italiani e stranieri

Forum nazionale del servizio civile
Il Forum ha espresso soddisfazione per le novità introdotte. «La riduzione a 25 ore settimanali rende il servizio civile più accessibile perché maggiormente conciliabile con la vita dei giovani in questo momento storico profondamente segnata dalla crisi occupazionale». Questa la posizione del presidente del Forum, Enrico Maria Borrelli. «La programmazione triennale permetterà agli enti di prevedere interventi rispondenti alle necessità del Paese e investire concretamente sui volontari in termini di formazione. Inoltre, l’apertura agli stranieri regolarmente soggiornanti e la previsione della possibilità di svolgere un periodo di servizio all’estero, fanno del servizio civile uno straordinario strumento di inclusione sociale e integrazione culturale».

Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile
In un comunicato stampa la Rappresentanza si dice soddisfatta, ma in attesa della delega istituzionale in materia. «Nonostante arrivi con particolare ritardo, ci riteniamo soddisfatti del testo del decreto che segna per noi un passaggio storico rilevante: l’istituzione della Rappresentanza degli operatori volontari in SCU a tutti i livelli, regionale e nazionale.

È stata accolta la richiesta di rimodulazione dell’orario di servizio, ridotto a 25 ore settimanali. Sebbene la nostra istanza non sia stata del tutto accettata rileviamo con grande piacere un’attenzione recettiva del Governo rispetto alle richieste che provengono dai giovani». «Bene», hanno sottolineato i rappresentanti nazionali, «la definitiva risoluzione della questione legata alla partecipazione al servizio civile, oltre che dei cittadini dell’Unione europea, anche degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

Particolarmente rilevante l’introduzione della possibilità di svolgere, fino a 3 mesi, il SCU in uno dei Paesi membri dell’Unione avviandosi, in prospettiva, ad una dimensione europea». Punto dolente resta, per la Rappresentanza, l’attribuzione della delega istituzionale. «Un rinvio estremamente grave, non solo perché faticherà la messa a regime del sistema di per sé già nuovo e complesso del SCU, ma perché, allo stesso tempo, sta portando allo svilimento della macchina amministrativa del Dipartimento del servizio civile che si ritrova a gestire oltre 36mila volontari in servizio interdetto nelle sue funzioni».

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Per il 2017 sono stati stanziati 260 milioni di euro per il nuovo servizio civile universale

Cnesc, Conferenza degli enti di servizio civile
Anche la Cnesc esprime soddisfazione, ma invoca chiarezza sulla questione delega. «Anche per le organizzazioni si apre una nuova fase nell’accoglienza e nell’inserimento dei giovani nelle attività dell’anno di servizio civile. È una responsabilità educativa che fa il paio con quella sociale di essere presenti in modo efficace in tutte le situazioni in cui serve una difesa civile e non armata per la coesione, la giustizia, la solidarietà delle nostre comunità.

Si apre anche una fase nuova nelle relazioni fra Istituzioni e il Terzo Settore, pilastro del servizio civile in Italia. Sarebbe stata necessaria una sede ove istituzioni statali e regionali, i comuni, i rappresentanti dei giovani, il terzo settore potessero indirizzare gli obiettivi del Servizio civile universale e coordinarsi».

Tuttavia anche per la Cnesc esiste «il quasi blocco operativo del Dipartimento Gioventù e Servizio civile nazionale: una situazione inedita e anomala per il cui superamento chiediamo l’immediata attivazione del Presidente del Consiglio sia chiarendo la delega politica per il servizio civile, sia mettendo il Dipartimento nuovamente nella condizione di operare per garantire i compensi mensili ai giovani, i rimborsi alle organizzazioni, per la convocazione della Consulta Nazionale per la programmazione 2017 e per l’esame di provvedimenti fermi da tempo».

Forum nazionale terzo settore
«Il testo licenziato», ha sottolineato il presidente  del Forum Barbieri, «dà finalmente concretezza a una misura di grande valore sociale per il nostro Paese. Si tratta di un traguardo di importanza storica, perché per la prima volta si accoglie la richiesta di partecipazione di tutti i giovani, sia italiani che stranieri regolarmente soggiornanti, che intendono svolgere il servizio civile».

«La legge, tuttavia, avrebbe potuto incontrare maggiore condivisione da parte del mondo del terzo settore», ha rimarcato Barbieri. «In attesa di leggere il testo completo, facciamo nostre le perplessità espresse dagli enti per il servizio civile in merito alla mancata valorizzazione del Dipartimento Gioventù e SCN e all’assenza di una sede ad hoc nella quale istituzioni pubbliche, terzo settore e rappresentanti dei giovani possano dialogare e coordinarsi per indirizzare gli obiettivi del Servizio Civile Universale».

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I ragazzi in servizio civile potranno svolgere 3 mesi di servizio in Europa

Acli
Una bella notizia per il presidente nazionale Roberto Rossini, e « un deciso passo avanti deciso per uno strumento fondamentale per la crescita delle nostre comunità attraverso l’impegno dei ragazzi».

Il servizio civile universale prevede, per il presidente delle Acli, «percorsi stimolanti resi possibili dalla proposte del mondo associativo e che hanno trovato terreno fertile grazie alla collaborazione della Presidenza del Consiglio e del ministero del Lavoro».

Il nuovo servizio civile universale può contare su un sostegno economico di 260 milioni di euro per il 2017, «che permetteranno», ha sottolineato il Ministro Bobba «di coinvolgere oltre 47mila giovani. Il 2017 sarà l’anno di transizione durante il quale verranno messi a punto i provvedimenti previsti dalla nuova normativa. Con oggi abbiamo posizionato il primo dei tasselli- conclude l’On. Luigi Bobba – gli altri sono in via di preparazione».

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