OdG per la Direzione regionale del Partito Democratico del Piemonte

Odg per la Direzione regionale

Torino, 30 luglio 2018

0. La Direzione regionale, di fronte alla nuova situazione che si è venuta creando a seguito della rinuncia a ricandidarsi del Presidente Chiamparino e in vista del congresso regionale, impegna tutti gli organi dirigenti territoriali e dei Circoli, gli Amministratori locali, i Parlamentari e i Consiglieri regionali ad operare affinché:

1. Vengano rapidamente avviate le procedure congressuali in modo da tenere le primarie entro il mese di novembre.

Un congresso che abbia al centro non solo la individuazione del candidato segretario, ma  sia prima di tutto l’espressione di una scelta chiara circa il partito da costruire, in modo da:

  • mettere in moto laboratori per esprimere valori/identità del partito;
  • avviare una stagione di formazione non effimera della classe dirigente;
  • riorganizzare la rappresentanza sul territorio coniugando insieme presenza tradizionale con le opportunità della rete;
  • sostenere l’autonomia finanziaria del partito anche avvalendosi di diverse forme di raccolta di fondi.

2. La stagione congressuale va caratterizzata promuovendo in ogni territorio dei diversi “Piemonti” delle “officine delle idee”, con l’intento di valorizzare e portare in emersione le potenzialità di ogni realtà locale ancorandosi a dei temi-guida espressivi dell’identità del Partito Democratico.

In particolare questi temi-guida sono legati a cinque sfide per la nostra Regione:

  • Piemonte: laboratorio di innovazione nel lavoro e nella conoscenza;
  • Piemonte : incubatore di welfare di comunità;
  • Piemonte: hub della partecipazione civica e acceleratore della generatività sociale;
  • Piemonte: scrigno di bellezza e campione della sostenibilità ambientale,
  • Piemonte: ponte e crocevia per l’Europa.

3. Un congresso per un partito capace di rimettersi in sintonia con le proprie comunità territoriali; di affrontare in modo radicale il dilagare delle disuguaglianze offrendo risposte convincenti e realistiche; di ricostruire, evocando un disegno convincente per il futuro, modelli e forme di rappresentanza inclusive di soggetti, territori e comunità.

Dentro questa riorganizzazione della rappresentanza, la Direzione dà mandato al gruppo consiliare regionale di rimettere mano rapidamente alla legge elettorale  secondo tre criteri guida:

  • Introduzione della doppia preferenza uomo/donna nelle scelte di voto dell’elettore e pari opportunità nella designazione dei candidati;
  • Abolizione del listino del Presidente e introduzione di un premio di maggioranza che assicuri la governabilità;
  • Diversa modalità di riparto dei resti, in modo da evitare che le provincie più piccole vengano private della loro rappresentanza.

4. Queste indicazioni programmatiche per il prossimo congresso sono state condivise da Segretari provinciali, Consiglieri e Assessori regionali, Parlamentari e ex Parlamentari Piemonte2.

Una condivisione aperta e propositiva non contro qualcuno, ma orientata a non lasciare ai margini persone, territori e comunità che sono invece risorsa e ricchezza dei nostri “Piemonti”.

L’obiettivo condiviso è di fare del nostro congresso un’occasione vera di confronto, condivisione e cooperazione, in modo da non trasformare la stagione congressuale in un surrogato delle scelte che dovremmo successivamente compiere delineando i temi dominanti della campagna elettorale per le Regionali, il perimetro mobile delle alleanze e la scelta del candidato Presidente.

5. In una comunità politica, i destini delle persone che hanno investito molto della loro vita e delle loro capacità nell’esercizio di responsabilità politiche e amministrative, certamente contano. Ma non possono certo diventare unico ed esclusivo criterio per delineare alleanze e sostegni per i candidati alla Segreteria regionale. Proviamo ad alzare lo sguardo, ad immaginare il nostro partito come catalizzatore di quelle tante domande di cittadini, famiglie, imprese e comunità che non si sentono rappresentati da una destra sovranista o da una politica ridotta a “vaffa”.

Lo spazio esiste: tocca a noi non gettare alle ortiche un’occasione che sollecita ancora tutta la nostra responsabilità.