Paralimpici: Francis ascesa continua fra monti e pregiudizi

Desandré, classe 1968, due anni fa consegna una petizione al governo per aprire alcune discipline sportive ai disabili, la prossima settimana sarà al via dell’endurance trail Tot Dret: 130 chilometri e 12.000 metri di dislivello

Mercoledì 13 settembre sarà quelli da “prima volta”. “Farò da cavia per capire quanto un amputato può spingersi a 3000 metri e affrontare un percorso così impegnativo”. Quella persona è colui che da anni sta portando avanti la sua battaglia: regolamentare l’accesso per le persone con disabilità a nuove discipline sportive. Francis Desandré è più forte delle ostilità. “Sono passati quasi 2 anni dalla consegna, nelle mani di Luigi Bobba, Sottosegretario del Ministro delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, di una petizione firmata da oltre 47.000 cittadini che – spiega Francis – chiede di regolamentare l’accesso per gli atleti i disabili a nuove discipline sportive, argomento sul quale non si è ancora ottenuto alcun riscontro. Fortunatamente la campagna di sensibilizzazione inizia a dare i suoi frutti”.
PREGIUDIZI — Dopo diversi mesi di fatica e chilometri sui sentieri alpini, con la maglia giallonera della squadra Grivel, Desandrè sarà ai cancelli di partenza dell’endurance trail Tot Dret: “Con i suoi 130 chilometri e 12.000 metri di dislivello positivo, può essere considerato il fratello piccolo del Tor des Géants (330km, 24.000 metri di dislivello positivo, ndr). Non è ancora una battaglia vinta perché sulla petizione il Governo non si è fatto sentire, però è certamente un primo, segnale positivo”. Il Tot Dret partirà alle 21, quindi sarà in notturna, da Gressoney-Saint-Jean e arriverà a Courmayeur: un ultra trail che percorrerà gran parte dell’Alta Via 1. Un’immaginaria linea retta, quindi, dal Monte Rosa al Monte Bianco, rispetto all’anello del percorso seguito dal Tor des Géants. Un’occasione – anzi “l’occasione” – da non perdere per compiere un altro step avanti lungo la sua battaglia: “L’importanza della possibilità di vedere persone con disabilità sulle vette sta diventando un richiamo forte per l’opinione pubblica. Devo arrivare a base vita entro le 13, in modo da non sfigurare”. Non ne vuole sapere dei pregiudizi e degli ostacoli burocratici.
LA STORIA — Nato a Blanc-Mesnil, in Francia, nell’estate 1968, 3° di 4 figli, abita ad Aosta. Suo padre, emigrato a Parigi durante la seconda guerra mondiale, ha conosciuto la futura moglie nel 1960 anno in cui si sono sposati. Dopo 20 trascorsi lontano dalle amate montagne valdostane, il padre ha convinto la famiglia a trasferirsi in Valle d’Aosta, sua terra natia. Francis ha perso una gamba nel 1989 in seguito ad un grave infortunio lavorativo. Il suo sogno è poter partecipare regolarmente alle gare di trail, specialità sportiva che si svolge principalmente sui sentieri di montagna. “Purtroppo a rallentare il mio cammino è il vuoto lasciato dalle istituzioni e dai vari comitati sportivi nazionali. Il trail – spiega – non è infatti annoverato tra le specialità sportive ritenute praticabili da un’atleta diversamente abile. Malgrado tutto ho continuato comunque a praticare la montagna in veste di sportivo”. In 3 anni di attività ha partecipato a diversi trail dai 14 km in su di lunghezza. “Non essendoci un regolamento specifico nazionale, soprattutto in materia di accessibilità da parte di atleti diversamente abili, l’iscrizione – afferma Desandrè – è a discrezione del singolo organizzatore e del direttore di gara che se ne assumono la responsabilità”
LA STAGIONE — Francis il tenace. In questa stagione ha concluso il QuarTrail (14km), il Monterosa Walser Trail (20), il Gran Trail Courmayeur (30), il Mont Fallere (18) e l’Emarése Trail (doppio giro da 6 km) che gli hanno permesso di capire quali sono le difficoltà da affrontare e, soprattutto, sono serviti a dimostrare il suo impegno. Per il 2018 futuro sta valutando la partecipazione alla skyrace Courmayeur Mont-Blanc: “Gradirei farla ma richiederà l’impegno di Guidi alpine di alta montagna perché se lì cadi sono problemi”. E poi vorrebbe provare una Vertikal per normodotati: ”Gli ultimi 500 metri di quota devi essere legato e con casco, il mio chiodo fisso”. Proprio grazie alla sua perseveranza e “alla lungimiranza della Grivel e della VDA Trailers, l’obiettivo di rendere accessibile i trail agli atleti diversamente abili diventerà comune e la partecipazione al TotDret servirà un po’ come tavolo di prova per comprendere le distanze percorribili da parte di una nuova categoria di trailers”. Affinché non rimanga una prima volta.
http://www.gazzetta.it/Paralimpici/06-09-2017/paralimpici-francis-ascesa-continua-monti-pregiudizi-220389336514.shtml