Più fondi a Its e alternanza «rafforzata»

Un finanziamento aggiuntivo agli Its, le super scuole di tecnologia post diploma alternative all’università, partecipate dalle imprese; e la stabilizzazione dell’apprendistato duale targato Jobs act, e dell’alternanza “rafforzata”, per disegnare un percorso permanente di transizione scuola-lavoro, che valorizzi competenze subito pratiche e adatte alla rivoluzione prodotta dalle nuove tecnologie.

L’idea è quella di dare uno stimolo in più a Industria 4.0, puntando, stavolta, sull’altra faccia della medaglia, vale a dire la qualificazione del capitale umano, e per questa via rafforzare lo strumento della formazione continua. Così, accanto all’ipotesi di uno sgravio, più o meno semplificato, per le spese di formazione del personale, il governo starebbe pensando anche a un mini-piano per puntellare il link istruzione-mondo produttivo. Dopo il “nulla di fatto” dello scorso dicembre quando saltò il raddoppio dei fondi agli Its, adesso si starebbe recuperando la proposta all’interno del pacchetto Lavoro 4.0 (per rilanciare Industria 4.0). I tecnici dei ministeri dello Sviluppo economico, del Lavoro e dell’Istruzione ragionano su una “dote” di 30-40 milioni aggiuntivi per queste “super scuole”, che, nei mesi scorsi, hanno già avviato corsi in linea con le esigenze della nuova manifattura. «Una iniezione che serve – ha spiegato il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi – visti gli ottimi risultati ottenuti in termini di occupazione e di recupero dell’abbandono scolastico». Attualmente gli Its sono una realtà di nicchia: i frequentanti sono circa 9mila ragazzi; ma sono un segmento di assoluto successo con un tasso di inserimento lavorativo che sfiora l’80 per cento.

Allo studio c’è anche il rafforzamento dell’alternanza scuola-lavoro e la stabilizzazione dell’apprendistato duale targato Jobs act, dopo i buoni risultati della sperimentazione avviata negli Iefp dal dicastero guidato da Giuliano Poletti. Anche qui si starebbe pensando a un finanziamento stabile: si ragiona intorno ai 50 milioni di euro. «Vogliamo moltiplicare gli studenti impegnati nei nuovi percorsi di istruzione e formazione professionale – ha evidenziato il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba -. Puntiamo poi, assieme ad Anpal, a un maggior raccordo tra imprese e centri di formazione, attraverso risorse ad hoc da dirottare sui tutor aziendali e formativi» (la cifra ipotizzata dal governo è circa 30 milioni di euro). L’obiettivo è far decollare una didattica teorico-pratica: «Per questo – ha aggiunto Bobba – si sta lavorando anche sugli incentivi per i datori che mettono a disposizione degli studenti i propri laboratori. L’obiettivo è far scattare la detrazione pure se l’attrezzatura è data, non solo alle scuole, ma anche ai centri di formazione».

I tecnici dei tre ministeri coinvolti stanno approfondendo il pacchetto di interventi, che potrebbero essere inseriti nella prossima legge di Bilancio, assieme alla decontribuzione stabile per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani. I consensi sono già molti: «L’idea di puntare sulla formazione è giusta – ha detto Marco Leonardi, a capo del team economico di palazzo Chigi – soprattutto se incentiva la complementarietà tra il fattore lavoro e l’investimento in macchinari in modo da non lasciare nessuno indietro con Industria 4.0». Sulla stessa linea Maurizio Del Conte, numero uno di Anpal: «Sono interventi utili. Certo, la formazione dovrà essere qualificata». Prime aperture dalle imprese: «Vediamo nel concreto le proposte. Mi sembra però che si stia ragionando finalmente su un progetto Paese», ha commentato il vice presidente per il Capitale umano di Confindustria, Giovanni Brugnoli.

Sole24Ore(30-7-17)alternanza

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