PRESENTAZIONE VOLUME “Venti anni di servizio Csv 1997-2017 Una storia di promozione del volontariato” Roma, 18 maggio 2018

 MESSAGGIO DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO DOTT. LUIGI BOBBA 

PRESENTAZIONE VOLUME

“Venti anni di servizio Csv 1997-2017
Una storia di promozione del volontariato”

Roma, 18 maggio 2018

Pregiatissimo Presidente Tabò,
Pregiatissimi tutti,

Ringrazio innanzitutto per l’invito all’iniziativa di oggi rammaricandomi di non potervi partecipare a causa di impegni istituzionali precedentemente fissati.

Rivolgo, inoltre, un particolare ringraziamento a CSVnet che svolge egregiamente l’attività di supporto e consulenza alle organizzazioni aderenti, anche riportando le loro istanze nelle sedi istituzionali competenti e proponendosi come soggetto promotore di idee ed esperienze volte a favorire e a stimolare il volontariato italiano. Mi preme altresì ringraziare i CSV territoriali per l’attività quotidianamente svolta nel formare, orientare e assistere coloro che intendono dedicarsi all’impegno volontariato.

La presentazione di oggi alla Camera dei Deputati del poderoso volume sui venti anni di servizio CSV coincide con la delicata fase di cambio della legislatura che vede il Governo, di cui ho fatto parte, lasciare al nuovo Governo un’eredità importante nella revisione complessiva dell’assetto normativo del Terzo settore.

Un’altra coincidenza di questi giorni è l’esame da parte delle Commissioni Speciali di Camera e Senato del testo al decreto legislativo riguardante l’Impresa sociale, già approvato in via preliminare, insieme al Codice del Terzo settore, dal Consiglio dei Ministri. Entro la fine di luglio anche l’iter di questi due decreti dovrà essere concluso.

Tornando all’oggetto dell’iniziativa di oggi ciò che colpisce di questo libro è l’accuratezza e l’attenzione poste nel documentare le molteplici attività svolte dai CSV nelle Regioni e nelle Province italiane “non per alimentare nostalgie e rimpianti, ma per irrobustire motivazioni e prepararsi alla crescita”, come scrive il Presidente Tabò.

Inoltre, condivido pienamente la frase citata nella copertina che sintetizza perfettamente i contenuti del volume, vale a dire “una storia di sussidiarietà, di partecipazione, di connessione, di comunità”. 

La ricognizione dettagliata delle attività realizzate nei diversi territori della nostra penisola contribuisce sicuramente alla loro valorizzazione mettendo anche in evidenza la qualità dei servizi resi. Il volume, oltre a svolgere una funzione informativa e ricognitiva, rappresenta un valido strumento di trasparenza: da queste pagine emergono, ad esempio, le significative esperienze di volontariato svolte in occasione di eventi calamitosi quali i terremoti in Friuli, in Abruzzo, in Umbria, nelle Marche ed Emilia Romagna, che hanno visto i CSV impegnati in prima linea.

Seppur con le dovute differenze territoriali, il dato rilevante è senza dubbio l’aumento del numero dei volontari messo in evidenza dall’ISTAT, anche grazie al contributo fornito da CSVnet alla rilevazione statistica. E’ noto che a livello nazionale l’incremento è stato del 16,2 rispetto all’ 2011, ma questo volume pone l’accento su alcuni aspetti locali: ad esempio la crescita del volontariato a livello “record” (pari al 33%) avvenuta nella regione Campania, oppure il coinvolgimento di oltre 7.500 volontari in Lombardia in occasione di EXPO 2015.

Sotto il profilo documentale, il testo dà spazio alla rappresentazione degli innumerevoli progetti realizzati dai CSV che, per motivi di sintesi non posso citare, ma che ritengo di massimo valore. Dai suddetti progetti emergono alcuni denominatori comuni: la vicinanza alle esigenze del territorio, lo sviluppo delle “case del volontariato”, la collaborazione con le istituzioni, le attività di protezione civile, gli interventi in favore di giovani, di anziani e di soggetti in difficoltà. Ne emerge un quadro che identifica il CSV come “un’antenna” a presidio del territorio in grado di interpretare i cambiamenti e di promuovere attività ispirate alla sostenibilità.

Al contempo, emergono molte peculiarità che hanno caratterizzato i progetti e che spaziano dal tema della giustizia riparativa affrontato in Sicilia, al progetto sanitario d’eccellenza sull’accoglienza di soggetti con specificità culturali e religiose, sviluppato nel Lazio con la collaborazione delle comunità religiose della capitale. In numerose Regioni vengono realizzate iniziative sul fronte dei servizi sociali, in altre sono stati attivati incubatori di innovazioni, anche con riferimento alle opportunità offerte dall’Unione Europea.

Tutti questi sono esempi concreti di piena attuazione del principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118 della Costituzione, che vede il Terzo settore partecipe – insieme all’amministrazione pubblica – nella promozione e gestione dei servizi socio-educativi, assistenziali e di promozione dello sport e della cultura.

Viene dunque confermato uno dei presupposti delle “linee guida” che hanno ispirato la riforma in base al quale il Terzo settore si “colloca tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia che dà forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà e che alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei momenti di crisi, sostengono la coesione sociale”.

Lo sviluppo dell’azione volontaria in tutte le sue forme è la missione che la riforma ha assegnato ai Centri di servizio del volontario: diventare dei catalizzatori delle diverse forme di volontariato, consentendo e favorendo l’impegno di tutte le persone che vogliono dedicarsi ad una buona causa e sostenere i soggetti più deboli, a combattere le disuguaglianze.

L’impegno assunto quattro anni fa dal Governo con il lancio delle “linee guida” che hanno ispirato la riforma è stato mantenuto. Ora gli enti di Terzo settore dovranno fare propria la nuova normativa ed utilizzare al meglio le misure di carattere promozionale. Con questo nuovo quadro giuridico abbiamo creato una cornice di riferimento per tutti gli enti, in modo che possano continuare a crescere e contribuire al bene comune del Paese.

La riforma ha rappresentato per le istituzioni e gli enti di Terzo settore una svolta, un cambiamento importante. Ora abbiamo un impegno comune: perché non segni il passo, serve un cambio di passo.

E il richiamo alle radici dell’impegno volontario può essere una risorsa per non lasciarsi tentare da un ritorno al bel tempo andato.

Ecco perché voglio concludere riprendendo un pensiero nella Carta dei Valori del Volontariato: “Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera…Il volontariato è’ esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà, opera per la crescita della comunità locale, nazionale ed internazionale”. 

Luigi Bobba