Salute e vita

La vita è la nuova frontiera della questione sociale.|
Negli ultimi anni si è parlato molto di centralità del malato, di ascolto del cittadino e di soddisfazione del cittadino/cliente. Tuttavia si ha l’impressione che gli sforzi compiuti in tal senso non siano ancora sufficienti ad orientare davvero il sistema sanitario all’interesse del malato e alla sua qualità di vita. Spesso la centralità della persona rischia di scomparire.
Lo sviluppo della scienza e della tecnologia va accompagnato dalla cultura del limite per la quale riconosciamo come buona scienza quella che vede nell’essere umano sempre un fine e mai uno strumento al servizio di uno sviluppo disumanizzante.

Le mie proposte:

Affermare l’indisponibilità della vita umana, nascente e morente. Nel nostro tempo dominato dalla scienza e dalla tecnica è l’uomo, la dignità umana, ad apparire “sotto assedio”. Sta infatti imponendosi una questione antropologica che tende non tanto ad interpretare l’uomo, ma soprattutto a trasformarlo anche sul versante biologico e psichico.

Attuazione della legge sul Cordone ombelicale: abbiamo accolto con soddisfazione la legge sulla “Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati” (L.219/2005), approvata dal Parlamento lo scorso 11 ottobre, con particolare riferimento alla parte che riguarda la costituzione della rete delle Banche del cordone ombelicale. Oggi In Italia i parti sono 600.000 l’anno. Ma le banche del cordone sono solo 15 e negli ospedali non c’è l’attrezzatura sufficiente per la raccolta del sangue placentare del cordone, perciò solo il 25% delle donne riesce a donarlo e nella stragrande maggioranza dei casi si continua semplicemente a buttare questo straordinario ‘kit salva-vita’ di cui la natura ha dotato la donna.

Istituire un fondo per le persone non autosufficienti che garantisca la copertura di interventi socio-assistenziali per fornire prestazioni adeguate in servizi, in voucher ovvero in denaro.

Introdurre l’obbligo del bilancio di missione (o bilancio sociale) per tutto il sistema sanitario, non solo come documento di rendicontazione ma anche come leva per l’orientamento delle ASL e delle Aziende Ospedaliere al raggiungimento degli obiettivi di efficacia per la salute dei cittadini, dentro una prospettiva di presa in carico globale delle persone, che segni il passaggio dal curare al prendersi cura; per una vera umanizzazione della sanità che sappia rimettere la relazione con il malato al centro delle politiche sanitarie nazionali e regionali, non come uno dei fattori in gioco ma come ‘il’ parametro fondamentale su cui misurare qualità tecnico-professionale, organizzativa, e qualità sociale.