Sei giovani su dieci a parità di stipendio sceglierebbero il Terzo settore

Siamo il Paese che da settembre 2016 ha registrato il maggior numero di offerte di lavoro in ambito non-profit sulla piattaforma CornerJob: +48% rispetto alla Francia, +39% rispetto alla Spagna. E sondando le aspirazioni dei candidati fra i 18 e i 30 anni emerge un dato in sintonia: il 60% (con una leggera prevalenza delle ragazze rispetto ai maschi) a parità di retribuzione orienterebbe la propria scelta professionale verso il Terzo settore.

Il segnale che deriva dall’incrocio dei dati è che i giovani interessati a lavorare nel non-profit vivono in contesti in contatto più diretto con il disagio sociale e posseggono gli strumenti culturali per comprenderne la portata. Un’affermazione che trova riscontro nel contesto motivazionale: per l’80% dei millennial l’interesse per il non profit nasce dal desiderio di sentirsi parte attiva del tessuto sociale, mentre il 90% considera un percorso professionale nel terzo settore un’occasione di arricchimento umano e culturale coerente con il proprio progetto di vita.

L’ambito riconosciuto più attraente è quello dei diritti umani (per il 45%) con particolare attenzione alle tematiche di attualità (rifugiati, violenza sulle donne, lotta all’omofobia, ecc.), seguito dai servizi alla comunità, con particolare attenzione all’infanzia e alle categorie cosiddette deboli. L’ambiente interessa solo al 9% degli intervistati, superato anche dai temi più direttamente politici.

L’ultimo, e forse, più importante segnale è la conoscenza del terzo settore da parte dei giovani: per il 70% la condizione determinante per la scelta di un’organizzazione è una piena e riconosciuta trasparenza. Il 50% cerca un lavoro vero e retribuito e considera il volontariato un altro tipo di impegno. Affermazione corroborata dal fatto che l’80% ritiene che “con i tempi che corrono non si può permettere nessuna forma di lavoro non retribuito”.

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