Servizio civile. Da 45 anni in difesa della pace

Il convegno organizzato da Caritas italiana per celebrare la convenzione firmata nel 1977. Galantino: forza innovativa per i valori che testimonia come solidarietà e cittadinanza attiva

Parte con l’incoraggiamento del presidente della Repubblica la Giornata nazionale del servizio civile, che cade nel 45esimo anniversario della promulgazione della prima legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare, la “Marcora”, n. 772 del 15 dicembre 1972 che evitò agli obiettori il carcere. Mattarella si rivolge «a tutti i giovani che stanno svolgendo la loro attività all’interno dei progetti messi in campo, perché siano di integrazione sociale, di assistenza ai deboli, di tutela dell’ambiente, di promozione culturale, di educazione alla pace».

Il presidente ricorda che «da pochi mesi in Parlamento è stato definito un modello di servizio civile universale, in grado di offrire più ampie opportunità ai giovani e maggiore sostegno alle reti di comunità. L’auspicio è che al più presto possa diventare pienamente operativo, aderendo così alla crescente domanda di partecipazione giovanile, con un incremento di esperienze civiche e di cittadinanza attiva».

Sergio Mattarella era ministro della Difesa nel 2000 quando il Parlamento votò la sospensione della naja. E ieri la Caritas italiana, principale protagonista del servizio civile in campo ecclesiale, ha organizzato un Convegno «40 anni di Servizio Civile in Caritas. Tra memoria e prospettive», per celebrare la convenzione con il ministero della Difesa firmata il 10 giugno 1977 e il conseguente avvio dei primi due obiettori di coscienza – il genovese Alfredo Remedi e l’ambrosiano Bruno Maggi – in settembre. Dopo di loro prestarono servizio quasi 100.000 giovani obiettori nelle Caritas diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10.000 ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale. La convenzione venne firmata dall’indimenticabile monsignor Giovanni Nervo, che il presidente della Caritas cardinale Francesco Montenegro ha definito «pioniere, uomo coraggioso e lungimirante» che ha aperto il sentiero del servizio ai giovani, invitati dal cardinale a lavorare per la pace e a indignarsi sempre con cuore e cervello, senza mostrare i muscoli» quando viene minacciata e offesa.

Al convegno è intervenuto il segretario della Cei monsignor Nunzio Galantino a ribadire come la la scelta dei primi obiettori abbia portato a una «esperienza significativa, una scuola di pace e di nonviolenza, in anni in cui si pensava che invece la soluzione fossero le armi». E ancora oggi il servizio civile si mantiene come «forza innovativa, non controcorrente a tutti i costi, ma per i valori che testimonia come la solidarietà e la cittadinanza attiva». Esperienza anche e soprattutto ecclesiale per il Segretario della Cei, perché «sa costruire un vivere responsabile, capace di prefigurare nella pace e nella comunione un Regno che non è di questo mondo, ma esige un posto in questo mondo. Questa sfida educativa come Chiesa dobbiamo affrontarla».

Al Convegno della Caritas è intervenuto, tra gli altri, anche il Sottosegretario al welfare Luigi Bobba, che ha ricordato l’impegno del governo a investire e le novità più rilevanti della recente riforma del servizio civile «universale», con le sperimentazioni introdotte nell’ultima progettazione. Bobba ha sottolineato le recenti proposte innovative, come ad esempio l’aver «costruito le condizioni per l’impiego di 3.000 giovani con status di protezione internazionale. Vedere i giovani in servizio e capire cosa hanno interiorizzato è stato gratificante e spero che quanto abbiamo costruito possa generare frutti per il futuro».

Avvenire(16-12-17)serviziocivile

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