“Solo Chiamparino può salvare la Torino-Lione”

La Stampa, 29 luglio 2018, pagina 54

Nel centrosinistra cresce il fronte della ricandidatura E la proposta del referendum ottiene il sì dei vertici del Pd

Bloccare la Tav sarebbe una follia: lo dicono i sindacati, in linea con i timori già espressi dal mondo economico-produttivo. Confindustria si spinge oltre e condivide l’ipotesi del referendum prospettato da Sergio Chiamparino se il governo decidesse di archiviare la Torino-Lione. Una proposta – quella del referendum – che ottiene il sì anche del segretario del Pd Martina.
Ma la partita sul destino del super-treno, che per il centrosinistra sarà uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale in vista delle elezioni regionali, rimescola le carte anche all’interno della coalizione riportando nell’agone delle candidature il nome del presidente. L’interessato, dopo essersi chiamato fuori, non ha ancora cambiato idea. Potrebbe, e dovrebbe farlo, a detta di chi – partendo dalle posizioni sempre più nette di Chiamparino in difesa dell’opera – lo ritiene l’alfiere più credibile della battaglia.
È successo un fatto nuovo ed estremamente grave, questa la premessa dei primi ragionamenti, a fronte del quale la disponibilità del presidente acquisterebbe un valore aggiunto. A punto che lui stesso, a richiesta, potrebbe considerarla. Ne è convinto Enzo Lavolta: «Ad oggi Chiamparino è stato l’unico a cogliere la gravità di quanto stia accadendo e in questo scenario non vedo alternative capaci di condurre con la stessa fermezza una battaglia in difesa del Piemonte». Lo pensa Stefano Esposito: «Il vero referendum sulla Tav sarebbe la candidatura di Sergio alle Regionali». «Certamente si è delineata una situazione nuova, e preoccupante, che impone un supplemento di riflessione sul nome di Chiamparino – interviene Anna Rossomando -. Sempre nel solco di una strategia basata su un programma condiviso da subito con gli alleati». Ancora più esplicito Giusy La Ganga: «Chiamparino è chiamato a prendere le difese di una comunità regionale minacciata dal cinismo di questo governo». Giacomo Portas non aveva dubbi prima e men che meno ora: «La realtà dimostra che Chiamparino sarebbe doppiamente una risorsa». Riflessioni in ordine sparso. Ma ci sono, e non è escluso che qualcuna o più d’una faccia capolino lunedì nella direzione regionale del Pd.

Il tutto in uno scenario dove, ai vari livelli, tutti prendono posizione. Si diceva dei sindacati. «Lunedì parteciperemo all’incontro con Confindustria e con le altre categorie produttive, siamo sempre stati favorevoli all’opera anche se questa vicenda è stata gestita male fin dall’inizio – spiega Giovanni Cortese, segretario generale Uil Piemonte -. Il progresso non si può fermare ma è fondamentale farlo nel rispetto dell’ambiente. Credo che a questo proposito siano già state fatte delle modifiche». Sulla stessa lunghezza d’onda Alessio Ferraris, segretario generale Cisl Piemonte e Domenico Lo Bianco, segretario generale Cisl Torino Canavese: «Da troppo tempo in questo Paese i governi che si susseguono cancellano il lavoro fatto dai precedenti. Nessun dubbio sul fatto che le infrastrutture sono necessarie, è stato speso molto di più per le valutazioni che per le messe in cantiere». Mentre da Confindustria arriva un assist al referendum. «Nessun politico può imporre questa decisione sulla testa dei piemontesi per un tornaconto personale». commenta Fabio Ravanelli, il presidente. Una consultazione «impostata in modo trasparente e senza ideologie, in modo che l’elettore possa scegliere in modo libero e consapevole».