Trieste, l’Erasmus “balcanico” parte da qui

L’estensione del programma universitario fra le richieste che giungeranno dallo Youth Forum collaterale al summit

Allargare il programma Erasmus ai Paesi dei Balcani occidentali e assistere gli Atenei dei Paesi del Processo di Berlino nelle operazioni di networking. Saranno queste le principali richieste che il mondo universitario e studentesco presenterà, formalizzate nella “Dichiarazione di Trieste”, all’Unione europea nell’Eu-Western Balkans Youth Forum, evento internazionale dedicato a giovani universitari e politiche giovanili che si terrà nel capoluogo del Fvg in concomitanza coil Vertice dei Balcani Occidentali.

Trieste capitale dello Youth Forum. Mentre al Summit s’incontreranno Capi di stato e di governo, all’Università di Trieste, scelta per ospitare lo Youth Forum, saranno i giovani studenti universitari a esprimersi, l’11 e il 12 luglio, sui temi più caldi dell’integrazione europea nell’area balcanica.

 

 

Universitari in aula studio
Universitari in aula studio

 

Che i giovani, insieme alla società civile, siano il principale motore per l’avanzamento del processo di stabilizzazione e inclusione dei Balcani occidentali nell’Ue, è riconosciuto dallo stesso documento uscito dall’avvio del Processo di Berlino lanciato nel 2014 dal governo di Merkel. All’ottavo punto la Dichiarazione di Berlino recita: «La cooperazione includerà altresì la società civile. Gli Stati partecipanti sottolineano la loro volontà unanime a sviluppare lo scambio transnazionale, soprattutto tra i giovani». Ecco perché al Forum – organizzato dalla Commissione Ue in partnership con Governo italiano, Università di Trieste, European Youth Forum e Salto Youth Network – i protagonisti saranno al 70% giovani studenti universitari provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia e Albania, selezionati dai rispettivi Paesi.

 

 

Studenti in piazzale Europa
Studenti in piazzale Europa

Il rettore Maurizio Fermeglia. «A differenza dei tavoli del G7 Università, cui ho preso parte anch’io a Udine e che hanno visto partecipare soprattutto chi le Università le gestisce – dice il Rettore dell’Ateneo triestino Maurizio Fermeglia -, a questo Forum ascolteremo soprattutto i giovani, per sviluppare un ragionamento bottom-up e convergere su qualcosa di concreto». Che in nuce è contenuto nella “Dichiarazione di Trieste” già sottoscritta da una cinquantina di Atenei dell’area europea e balcanica e che verrà presentata in apertura del Forum di Trieste.

 

 
Un ruolo di primo piano sarà giocato dal tema mobilità e scambi internazionali. Quest’anno infatti ricorre il trentennale dell’avvio del programma Erasmus e non a caso il Forum è intitolato “Connecting Youth – Moving Forward”: i risultati dei primi tre decenni del programma nella mentalità di chi l’ha vissuto sono sotto gli occhi di tutti, tanto da aver portato alla nascita del termine “generazione Erasmus”. Ma, sottolinea Fermeglia, insieme alla mobilità studentesca vanno ampliate e rafforzate le reti tra Università dei Paesi del Processo di Berlino: su questi temi il sostegno Ue è fondamentale per «trasformare le liane già lanciate in veri ponti».

Giovani e integrazione europea. La conferenza, che evidenzierà l’importanza dei giovani nel processo d’integrazione europea, metterà sul piatto oltre alla mobilità altri tre macrotemi emersi dall’ultimo Youth Forum di Lubiana del 2016, di cui si discuterà in gruppi di lavoro: inclusione e superamento degli stereotipi; imprenditorialità giovanile; partecipazione dei giovani alla vita politica. Tra gli interventi previsti durante la conferenza, che sarà aperta dal Rettore dell’Ateneo triestino, quello di Johannes Hahn, Commissario per le Politiche europee di Vicinato e per le Negoziazioni sull’allargamento, Luigi Bobba, sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luis Alvarado Martinez, presidente dell’European Youth Forum.

http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/07/08/news/trieste-l-erasmus-balcanico-parte-da-qui-1.15590066